Caos Catania, Daspo a Pulvirenti e Cosentino | “Mi sembra una pena eccessiva, vedremo”

di Redazione

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Caos Catania, Daspo a Pulvirenti e Cosentino | “Mi sembra una pena eccessiva, vedremo”

| martedì 11 Agosto 2015 - 11:32
Caos Catania, Daspo a Pulvirenti e Cosentino | “Mi sembra una pena eccessiva, vedremo”

Il questore di Catania Marcello Cardona ha disposto l’emissione di un Daspo di 5 anni per l’ex presidente etneo, Antonino Pulvirenti, e l’ex amministratore delegato del club, Pablo Cosentino: ai due sarà vietato l’accesso agli stadi e alle manifestazioni calcistiche per l’intera durata del provvedimento.

Il questore Cardona ha firmato il Daspo “per ordine pubblico” a carico dei due ex dirigenti, indagati nell’ambito dell’inchiesta “I treni del gol” su alcune partite comprate dal Catania per evitare la retrocessione dalla Serie B.

Il questore di Catania ha anche avviato il procedimento amministrativo propedeutico all’emissione di un analogo provvedimento di Daspo per altri cinque indagati, che sono tuttora agli arresti domiciliari: si tratta di Fernando Antonio Arbotti, Daniele Delli Carri, Piero Di Luzio, Giovanni Luca Impellizzeri e Fabrizio Milozzi.

Il questore Marcello Cardona ha spiegato che “il provvedimento interdittivo trova pieno fondamento nel reato di associazione per delinquere finalizzata alle frodi sportive“, che è stato contestato agli indagati dalla procura della Repubblica di Catania.

Il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive per Pulvirenti e Cosentino è stato emesso anche perché “si è registrato a livello mediatico un imponente e preoccupante coinvolgimento di persone sfociato il 20 giugno scorso in una manifestazione di protesta alla quale hanno partecipato 2.500 persone che scandivano cori e slogan contro Pulvirenti e altri dirigenti del Calcio Catania”.

Proprio alla luce del diffuso malcontento registrato nella tifoseria locale, sottolineano dalla questura di Catania, si ritiene che la semplice presenza di Pulvirenti negli impianti sportivi dove gioca la squadra etnea “possa rappresentare un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica“.

Il Daspo, si ribadisce quindi, “è emesso per preservare Pulvirenti, Cosentino e tutti gli altri soggetti coinvolti nella vicenda giudiziaria da concreti rischi per la propria incolumità”. 

La reazione dell’ormai ex numero uno etneo non si è fatta attendere: “Era la mia prima volta e anche l’ultima perché esco definitivamente da questo mondo. Ho messo tutto in mano a un avvocato. Esco da proprietario del club – ha detto – Catania graziato? Ho collaborato sin dall’inizio. Palazzi ha ritenuto questo atteggiamento congruo, ma io con questo chiudo col calcio”.

“Ho fatto i nomi di altri giocatori e situazioni che sono coperte da segreto, il procuratore deve fare ulteriori indagini – spiega Pulvirenti – Il Catania sopravvive? Aspettiamo la sentenza. Il Catania esce fuori da una situazione per colpa mia. Non so alla fine se ha beneficiato di qualcosa, il tempo lo dirà”.

La guida del club era ormai diventata insostenibile: “Io ero in una situazione dove sono stato pesantemente minacciato, a Catania non è semplice. Mi sono stati recapitati dei proiettili con delle minacce di morte a me e alla mia famiglia. Ho fatto un errore, dovevo essere più forte”.

Sul Daspo, invece: “Vedremo di fare ricorso, mi sembra una pena eccessiva. Di solito viene dato in caso di atteggiamenti violenti, non credo di aver usato violenza contro nessuno. Io il Daspo già me lo sono dato da solo perché non assisterò più alle partite nemmeno da spettatore”.

 

 

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