Ricomincia la procedura di sgombero dei migranti nella Giungla di Calais meridionale in Francia, interrotte ieri a causa di una sommossa che ha generato diversi scontri tra polizia, attivisti no-border e migranti. Durante la notte, come riporta Bbc online la gendarmeria ha sparato gas lacrimogeni contro un folto gruppo di migranti che avevano iniziato una sassaiola contro le squadre di demolitori del campo.

Sul posto sono state dispiegate numerose squadre delle forze dell’ordine e di sicurezza. Lo sgombero parziale del campo profughi era stato ordinato giovedì scorso da un’ordinanda del tribunale amministrativo di Lille.

Nel campo vivono attualmente circa 3500 migranti che saranno allontanati e smistati in soluzioni abitative alternative. I profughi che si trovano a Calais sperano in gran parte di riuscire ad attraversare il canale della Manica per arrivare nel Regno Unito.

Intanto le ong inglesi condannano fermamente la le mosse dei francesi criticando il fatto che sul posto siano stati portati anche dei cannoni ad acqua. “Siamo molto delusi – ha dichiarato Tanya Freedman, di Help Refugees – del fatto che il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve abbia insistito con la dichiarazione pubblica che lo sgombero sarebbe avvenuto in modo umano. Nel primo giorno, questo è il modo in cui vanno le cose”. Un portavoce di Doctors of the World ha raccontato che ai medici è stato impedito di entrare nel campo dalla polizia.