26 arresti Catania, 26 arresti mafia catania, arresti catania, arresti mafia catania, arresti Santapaola, Catania

A 16 anni già sognava di diventare il criminale e così il papà gli impartiva lezioni di “mafiosità“. Sono dettagli agghiaccianti quelli emersi da alcune intercettazioni effettuate dai Carabinieri di Bari nell’ambito di un’operazione che hoa condotto dietro le sbarre una decina di persone.

Tra i soggetti colpiti dal provvedimento c’è una figura contigua al noto clan “Capriati” del capoluogo pugliese. È stato quindi disarticolato un vero e proprio cartello della droga operante fra Trani, Bisceglie, Corato e Terlizzi per lo smercio di cocaina, hashish, marijuana ed eroina.

Oltre duecento carabinieri supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero, sono stati impiegati nell’operazione. Tra gli arrestati Domenico Amoruso (detto “Mimmo il biondo”), vero e proprio promotore dell’associazione nell’area biscegliese.

Ma c’è anche Michele Migliaccio (detto “il napoletano”) in qualità di organizzatore, partecipante e fornitore di stupefacenti nelle aree di Corato, Trani e Bisceglie. Quindi Gioacchino (detto “u kiù”) e Vincenzo Baldassare,  con il ruolo di partecipanti all’associazione e di fornitori di stupefacenti in tutta l’area,

 

Incalzato dalle domande del giovane, l’uomo spiega tutti i livelli di prestigio all’interno dell’associazione. I gradi sono in tutto sette: “picciotto”, “camorrista”, “sgarro”, “santo”, “vangelo”, “crimine” ed infine “medaglione”, detto anche “carica completa”.

Per ambire al livello apicale, seguendo i criteri “meritocratici” di valutazione tra delinquenti, il giovane dovrà acquisire prestigio ed affidabilità criminali consolidate nel tempo, sperando che un appartenente alla società noti le sue potenzialità e, assumendosi la responsabilità dell’agire futuro del neofita e fungendo da “padrino”, lo avvii in quella che è una vera e propria cerimonia di iniziazione: come già descritto in altri contesti investigativi, il rito di accesso prevede difatti l’inalazione del fumo di sigarette “benedette”, nonché l’incendio di santini e la recitazione di frasi rituali che sanciscono un vero e proprio patto di sangue.

Gli odierni arrestati, 9 in carcere e 4 agli arresti domiciliari, dovranno rispondere di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero delle persone e dalla disponibilità di armi.