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Gb, ‘Siete italiani, napoletani o siciliani?’ |La domanda nel test d’ingresso, Londra si scusa

di Egidio Villa

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Gb, ‘Siete italiani, napoletani o siciliani?’ |La domanda nel test d’ingresso, Londra si scusa

| mercoledì 12 Ottobre 2016 - 10:41
Gb, ‘Siete italiani, napoletani o siciliani?’ |La domanda nel test d’ingresso, Londra si scusa

Più che un’iniziativa per stabilire la provenienza geografica degli alunni, sembra una vera e propria schedatura. Il test d’accesso che alcune scuole della Gran Bretagna hanno inviato alle famiglie dei nuovi alunni ha scatenato subito una protesta, arrivata fino alla nostra ambasciata di Londra.

Nel questionario viene chiesta agli alunni la loro provenienza. I cittadini italiani, in particolare, vengono suddivisi in tre tronconi, in base all’origine regionale: l’italiano puro, il napoletano e il siciliano. Una suddivisione che agli occhi di tanti è apparsa discriminatoria e offensiva.

“L’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito è intervenuta per richiedere la modifica di talune categorizzazioni regionali riferite all’Italia comparse sui moduli online per l’iscrizione scolastica in alcune circoscrizioni in Inghilterra e nel Galles”, afferma una nota dell’ufficio stampa dell’ambasciata italiana a Londra. “I codici presentati per la selezione dell’appartenenza etnica, utilizzati sui siti di alcune circoscrizioni scolastiche, indicavano infatti una scelta fra ‘italiano’, ‘italiano – napoletano’ e ‘italiano-siciliano’. L’Ambasciata ha protestato con le autorità britanniche, richiedendo la rimozione immediata di tali categorizzazioni”.

L’Italia è dal 17 marzo 1861 un Paese unificato”, si ricorda infine nel comunicato. L’ambasciatore Pasquale Terracciano ha spiegato che si tratta di iniziative locali “motivate probabilmente dall’intenzione d’identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari e garantire un ipotetico sostegno”. Dopo le proteste, il Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico, ha immediatamente cancellato dai questionari le tre definizioni ritenute discriminatorie.

E dopo la protesta ufficiale, il Foreign Office si è scusato. Il ministero degli Esteri britannico, ha spiegato Terracciano, ha reso noto di “condividere le nostre perplessità”.

“Vogliono capire come sia potuto succedere, ma intanto s’impegnano a chiedere di modificare quei moduli”, ha aggiunto. Per l’ambasciata è motivo di soddisfazione che il passo compiuto dall’Italia sia stato compreso e abbia ricevuto una risposta tempestiva.

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