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F1, Brasile: Lewis Hamilton doma il caos pioggia | Rosberg secondo. Verstappen show, Vettel quinto

di Andrea Zito

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F1, Brasile: Lewis Hamilton doma il caos pioggia | Rosberg secondo. Verstappen show, Vettel quinto

| domenica 13 Novembre 2016 - 20:12
F1, Brasile: Lewis Hamilton doma il caos pioggia | Rosberg secondo. Verstappen show, Vettel quinto

Lewis Hamilton ha vinto (per la prima volta in carriera) il Gran premio del Brasile 2016 di Formula 1, davanti al compagno Nico Rosberg, che nell’ultima gara dovrà gestire un margine di 12 punti di vantaggio in classifica generale. Terzo Max Verstappen, autore di una rimonta da cineteca negli ultimi giri. Amara la prestazione della Ferrari, con entrambi i piloti autori di vari errori nel diluvio di Interlagos, con Raikkonen costretto al ritiro (VIDEO) e Vettel giunto quinto in rimonta.

Una gara folle, segnata dalla pioggia costante fino all’ultimo giro e dal caos scaturito anche dalle decisioni dei commissari (due bandiere rosse e conseguenti ripartenze sotto safety car), con partenza (posticipata di 10 minuti) dietro la safety car (decisa dai commissari dopo l’incidente di Grosjean nel giro di schieramento) e conclusione a ridosso delle 2 ore effettive di gara.

Dopo 7 giri la gara parte: le Mercedes allungano sul gruppo (bravo Hamilton a prendere margine), mentre Verstappen si gioca il jolly con una staccata quasi al buio su Raikkonen prendendosi la terza posizione, mentre il finlandese viene insidiato da Vettel e Ricciardo.

All’11esimo giro, Vettel va in testa coda per acqua-planing in accelerazione, evitato per un soffio da Ricciardo e anche lui tenta l’azzardo della gomma intermedia (con problema nel cambio alla posteriore sinistra): il tedesco è ora in 17esima posizione.

Al 13simo giro l’incidente di Ericcson, che perde il controllo all’ultima curva distruggendo la parte anteriore. La Safety car entra in pista e la pitlane chiusa perchè la Sauber di Ericcson ostruisce il passaggio: Verstappen rientra in tempo per passare a gomme intermedie, Ricciardo invece rischia la sanzione (che puntualmente arriva: 5 secondi di penalità, poi scontati ai box al 41esimo giro).

La Safety car rientra dopo il 19esimo giro: Raikkonen è terzo non essendo rientrato ai box, ma è proprio lui a girarsi in testacoda per aqua-planing sul rettilineo e sbattere contro il muro, evitato dai suoi avversari (Hulkenberg centra ciò che rimane dell’ala anteriore) e costretto al ritiro. La direzione di gara espone la bandiera rossa per poter provvedere alla rimozione della Ferrari, i piloti chiedono di valutare le condizioni della pioggia.

La gara riparte alle 18.20, ma dopo 10 giri con Safety Car (al 29esimo) la direzione gara espone nuovamente bandiera rossa, con il pubblico e i piloti che ora protestano per far ripartire la gara. Dopo un’altra pausa e un’altra ripartenza dietro Safety Car, la gara riprende (tutti obbligatoriamente su gomma da bagnato).

Vettel riparte in ottava posizione, mentre Verstappen piazza il sorpasso su Rosberg alla ripartenza, ma al 39esimo giro l’olandese sbanda alla penultima curva, sta per andare a sbattere, ma in pieno contro sterzo riesce a rimettere in linea la vettura, che ha scivolato fianco al senso di marcia per decine di metri. Rosberg rinviene, ma non ha il coraggio di rischiare il sorpasso sul giovane talento della Red Bull.

Le condizioni sono proibitive con i piloti che a ogni curva faticano a tenere in linea le vetture, mentre Vettel e Alonso ingaggiano un duello per la settima posizione a suon di sorpassi all’esterno e sportellate. Ricciardo monta le intermedie (poco dopo Verstappen fa’ altrettanto) ed è il più veloce in pista. Mancano 40 minuti al termine.

Al 48esimo giro, Massa va a sbattere alla penultima curva (la più critica) e la Safety car è costretta a rientrare, azzerando tutti i distacchi, mentre il tempo scorre. Il pubblico brasiliano saluta il suo beniamino che sventola la bandiera verdeoro e a fine stagione si ritirerà dalla Formula 1. Il più fortunato in questo caos é Carlos Sainz che a pochi minuti dal termine si ritrova al quarto posto.

La gara riparte al 55esimo giro, con Rosberg che cerca di difendere la seconda posizione, mentre Hamilton a strada libera, mentre le Red Bull rimangono imbottigliate nelle retrovie (decima e undicesima posizione) e iniziano a duellare fra loro.

Verstappen si sbarazza del compagno e inizia una corsa contro il tempo per rimontare, saltando gli avversari come birilli: a 3 giri dal termine è in quarta posizione; poi tocca a Perez. L’olandese è sul podio: le critiche sono lontane, l’MVP (a mani basse) è lui.

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