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Gentiloni presenta i ministri che hanno giurato |Boschi sottosegretario Presidenza, Alfano Esteri

di Redazione

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Gentiloni presenta i ministri che hanno giurato |Boschi sottosegretario Presidenza, Alfano Esteri

| lunedì 12 Dicembre 2016 - 07:55
Gentiloni presenta i ministri che hanno giurato |Boschi sottosegretario Presidenza, Alfano Esteri

Il neo premier incaricato Paolo Gentiloni è salito alle 17,30 al Quirinale per presentare la lista dei ministri al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Molte le conferme e diverse le novità. Tra tutte la poltrona di Sottosegretario alla Presidenza a Maria Elena Boschi. Confermate le voci della vigilia su Angelino Alfano al ministero degli Esteri.

CHI SONO I MINISTRI DEL NUOVO GOVERNO

“Il governo si metterà al lavoro immediatamente con tutte le sue forze concentrato sui problemi da risolvere nel Paese con l’ottimismo che deriva dal popolo italiano”, ha detto il premier incaricato presentando il nuovo esecutivo.

Il nuovo governo ha giurato alle 20. Prossimo passo la fiducia da ottenere in Parlamento.

E mentre Gentiloni era da Mattarella, è arrivata una dichiarazione minacciosa da parte di Denis Verdini e Enrico Zanetti: “Non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis”.

Per Matteo Salvini “non è un governo, è un’ammucchiata di poltronari”. Renato Brunetta dice: sono “attaccati alla poltrona. Maria Elena Boschi più di tutti”. “Squadra che perde non si cambia. #votosubito”, è invece il commento di Luigi Di Maio su Twitter.

“Ho finito le consultazioni, dalle quali sono emersi elementi utili. Ho cercato di conciliare l’esigenza di tempi stretti, così come indicato dalle parole di Sergio Mattarella, con quella di ascoltare tutti”, aveva detto nella tarda mattinata il premier incaricato, Paolo Gentiloni.

Dopo il muro eretto da Lega e M5S, il primo gruppo parlamentare che l’ex ministro degli Esteri ha incontrato questa mattina è stato quello di Fratelli d’Italia, l’ultimo quello del Pd.

“Siamo di fronte a un intollerabile gioco delle tre carte: Renzi irresponsabile, dopo aver ricattato il Paese ha messo al governo un suo prestanome”, afferma la Meloni. Gentiloni, che ha accettato con riserva, non ha esitato a definire il suo un “governo di responsabilità“. L’eventuale giuramento si terrà domani.

“La nostra sarà un’opposizione senza sconti. Verificheremo la reale discontinuità del governo Gentiloni rispetto a quello Renzi“, ha affermato la delegazione di Forza Italia. “Ribadiamo il nostro senso di responsabilità e la volontà di appoggiare il governo Gentiloni”, ha invece detto Maurizio Lupi, capogruppo Area popolare-Ncd-Centristi per l’Italia alla Camera.

Lupi ha poi aggiunto: “Ci auguriamo che il governo crei un clima positivo di dialogo tra maggioranza e opposizione sul tema della riforma elettorale. Abbiamo inoltre sottolineato l’azione urgente su alcune emergenze, da quella finanziaria al terremoto fino all’emergenza sociale”.

“L’Italia deve avere un ruolo fondamentale. Il nuovo governo vada avanti con le politiche fatte in questi anni per dare più forza alla sua posizione all’interno dell’Unione europea”, ha detto Daniel Alfreider, della delegazione Svp (Partito popolare sudtirolese), la seconda a incontrare Gentiloni per le consultazioni. “È fondamentale che il parlamento si assuma la responsabilità di cambiare la legge elettorale senza aspettare la Consulta”, ha aggiunto Alfreider.

Parla poi Giovanni Monchiero, esponente di Civici e innovatori: “È nostra intenzione collaborare fattivamente alla stesura della legge elettorale, che deve essere elaborata dal Parlamento con un consenso più ampio di quello dell’attuale maggioranza”.

“Non sappiamo quale sarà l’orizzonte di questo governo ma non credo che sia realistico pensare ad elezioni prima del giugno 2017, ci sono scadenze internazionali dove l’Italia ha un ruolo di primo piano e non avrebbe senso aprire una campagna elettorale”, ha detto Karl Zeller, presidente del gruppo per le Autonomie al Senato.

Occhi puntati, ovviamente, anche in casa Pd. A Roma si è tenuta infatti la direzione del partito alla quale non ha partecipato il premier uscente Matteo Renzi. Ieri l’ex presidente ha lasciato Palazzo Chigi, spiegando, in un messaggio agli elettori, che “non ci stancheremo di riprovare e ripartire”.

La minoranza Dem ha comunque assicurato l’appoggio a Gentiloni, ma chiede “discontinuità”. “In coerenza con l’impegno che abbiamo assunto di garantire la stabilità dell’esecutivo non faremo mancare sostegno all’indicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge in un comunicato depositato in direzione Pd -. Quanto ai contenuti dell’azione di governo valuteremo la capacità di ascolto delle esigenze del Paese. Noi siamo per la stabilità. Ma oggi la stabilità è cambiamento”.

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