“Al G7 di Taormina si dovrà anche prendere posizione di fronte a scelte di fondo che non tollerano ambiguità: bisogna rinnovare la fiducia nei confronti dell’economia e delle società aperte su cui abbiamo costruito decenni di benessere”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato i dazi doganali imposti dagli Usa all’Italia e ad altri paesi dell’Ue, al ‘B7 Business Summit’.

Secondo Gentiloni: “Bisogna scommettere ancora sul libero mercato e la libertà di commercio, il più grande motore economico della storia”. Gli “sforzi” per facilitare economie e società aperte “convengono a tutti e non solo sul lungo periodo. L’alleanza tra i Paesi del G7 sarà decisiva di fronte alle nuove sfide globali, nella consapevolezza che senza un clima di fiducia il meccanismo del libero mercato potrebbe incepparsi, ma dall’economia e dalla società aperta parte la strada per ricostruire la fiducia”.

“Tema centrale del G7 di Taormina sarà costruire le basi di una fiducia rinnovata: protezione dai rischi del terrorismo, ridurre le disuguaglianze e uno sforzo globale per il lavoro”, continua il presidente del Consiglio.

Gli fa eco anche l’ex premier Matteo Renzi: “Per mesi i Salvini e i Beppe Grillo ci hanno fatto la lezione, nei talk e sui giornali: copiate da Trump, il futuro è il protezionismo, la società aperta fa solo danno. È bastata una indiscrezione sui giornali americani per zittire tutti i protezionisti italiani e per far capire che i teorici della chiusura fanno male all’Italia, tanto male – scrive Renzi su Twitter – Chi fa paura sul futuro, fa notizia”.

“I teorici della chiusura fanno male all’Italia, tanto male. E non solo per la Vespa o per il Cibo. Ma perché siamo un piccolo Paese di appena 60 milioni di abitanti che tuttavia ha una forza evocativa e suggestiva nel mondo micidiale – continua Renzi – In questi anni abbiamo finalmente impostato una strategia sull’export con risultati evidenti ma ancora non basta. Dalla globalizzazione l’Italia ha ancora molto da guadagnare“.

L’ex premier poi aggiunge:  “Certo vanno trovate nuove forme di tutela per le persone che non ce la fanno, per chi sta ai margini. Ma vanno protette le persone, non le merci. E il futuro dei miei figli sarà più forte e più ricco se l’Italia sarà protagonista della società aperta insieme a un’Europa diversa da quella troppo burocratica di oggi”.