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Niccolò Campriani (tre ori olimpici nella carabina – due ottenuti a Rio 2016) ha annunciato ufficialmente il ritiro dall’attività agonistica, con il conseguente concedo dal gruppo sportivo di apparenza, le Fiamme Gialle (Guardia di Finanza). Una scelta dettata dalla necessità di dedicare più tempo alla sua professione, (laureato in Ingegneria Manageriale conseguita alla West Virginia University di Morgantown (Stati Uniti).

“Comincia un nuovo capitolo della mia vita – ha affermato – che mi vedrà impegnato su tanti fronti, in questo quadro lo sport non rappresenterà più la stringente priorità e come tale, in segno di coerenza e correttezza, ho deciso di congedarmi. Sono orgoglioso di aver fatto parte di una squadra eccezionale, ma ora la priorità della mia vita è fare l’ingegnere”.

Una scelta che però non corrisponde ad una chiusura definitiva in chiave olimpica: “Lascerò sicuramente le tre posizioni, ma continuerò a dedicarmi all’aria compressa, magari con l’obiettivo di essere competitivo anche a Tokyo (dove sarà inserita la gara mista a coppie, ndr.). Per il 2020 c’e’ tutto il tempo per decidere”.

Anche Malagò, presidente del Coni, in fondo spera in un ripensamento: “La speranza, lui lo sa perché ne abbiamo già parlato, è che gli ritorni l’entusiasmo dopo un periodo sabatico di un anno o due perché è una grande risorsa del movimento sportivo italiano e non solo.  Il Coni, Giovanni Malagò e tutto l’universo sportivo non può che dire grazie ed essere riconoscente per quanto fatto da Niccolò, un atleta straordinario e anche una persona straordinaria. E non è diplomazia”.