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Il governo non cambia rotta sulla crisi di Alitalia. Nessun aumento di capitale, nessuna statalizzazione: “L’esecutivo non è disponibile a partecipare direttamente o indirettamente ad un aumento di capitale della società”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo al question time alla Camera sulla vicenda Alitalia.

“L’eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente ad evitare l’interruzione delle attività e sarà oggetto di approfondimento nelle prossime ore anche alla luce della documentazione di elementi informativi che saranno forniti dall’impresa”, ha aggiunto.

“Sì, certo, l’Europa ha già dato l’ok al prestito-ponte di circa 400 milioni per Alitalia a condizione che si faccia un lavoro di vendita”, ha intanto assicurato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nel corso di ‘Otto e mezzo’, in onda su La7.

“La liquidazione di Alitalia fa parte degli scenari possibili, ma lavoriamo e continueremo a lavorare affinché questo non succeda, perché le sofferenze, se possiamo, le vogliamo evitare per i lavoratori e per l’economia italiana”, ha detto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

Per il futuro di Alitalia è “da evitare uno spezzettamento dell’azienda, la perdita di posti di lavoro e la perdita di voli sull’Italia”. “Con questa direzione – continua Delrio – chiunque sia disponibile a investire credo vada aiutato. L’importante è non svendere ma tenere intatto il patrimonio di Alitalia”.

Etihad ha deluso? “No, anzi, dobbiamo ringraziare gli azionisti emiratini perché hanno investito e mantenuto fede ai loro impegni. Dobbiamo dire grazie a coloro che ci hanno creduto. Se non ci fosse stata Etihad, Alitalia sarebbe stata in liquidazione già due anni fa. Semmai sono alcune strategie aziendali che hanno fallito”, ha concluso Delrio.

Lufthansa intanto mette a tacere i rumors che vorrebbero la compagnia tedesca prossima all’acquisto di Alitalia. La smentita o meglio il chiarimento arriva dal direttore finanziario del vettore tedesco, Ulrik Svensson, nel corso della presentazione dei risultati della compagnia aerea.

Le voci, finora sempre smentite di un interesse della compagnia aerea tedesca per Alitalia, erano riemerse dopo la bocciatura, da parte dei lavoratori, del piano di risanamento e ricapitalizzazione.

Ma a mettere tutti a tacere ci ha pensato, proprio oggi, Svensson snocciolando i dati di Lufthansa che non sono positivi. La compagnia ha infatti annunciato una maxi perdita ma il ritorno all’utile operativo ed è la prima volta che accade dal 2008.

La compagnia aerea tedesca ha chiuso il primo trimestre del 2017 con un risultato netto negativo per 68 milioni di euro rispetto al rosso di 8 milioni dell’analogo periodo nel 2016, anche se il dato positivo è quello operativo, che ha invece segnato un segno positivo pari a 25 milioni grazie al miglioramento nei noli, al consolidamento nei conti della compagnia belga Brussels Airlines (acquistata a fine 2016) e alla divisione cargo.

Oltre a Lufthansa, si chiama fuori anche Intesa Sanpaolo, che le indiscrezioni davano come ‘mediatore’ per la soluzione tedesca. Intanto, si sarebbe fatta avanti Malaysia Airlines, che si è candidata a prendere in leasing 6-8 Airbus A330.