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Mancano ancora i dati definitivi, ma la larghissima vittoria di Matteo Renzi nella corsa alla segreteria del Pd non è certamente in discussione. I numeri, d’altronde, parlano chiaro con l’ex premier che sfonda il muro del 70% attestandosi sul 71,1%, dietro Orlando con il 21,1% quindi Emiliano con il 7,8%. Secondo fonti vicine a Renzi, la sua vittoria dovrebbe attestarsi intorno al 73%.

L’affluenza lambisce i 2 milioni di persone, in calo rispetto alle ultime primarie del 2013 quando a votare furono in 3 milioni. “Una responsabilità straordinaria! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme”, si legge in un messaggio diffuso sul suo account Twitter.

“Grazie a una battaglia che combatteremo con le idee, costruiremo un centrosinistra largo contro le destre. Ci batteremo ancora per questa prospettiva – ha quindi aggiunto Orlando – Non è arrivato il momento di smobilitare. Molti, anche tra gli elettori di Matteo Renzi, condividono l’esigenza della costruzione di un nuovo centrosinistra“.

Emiliano, invece, lancia un monito a Renzi: “Dobbiamo pretendere dal nuovo segretario del Pd che sappia essere sempre il custode dei valori costitutivi del centrosinistra e del Pd. Noi vogliamo ricostruire il Pd che è in macerie dovunque, dal nord al centro. La responsabilità principale spetta al segretario, ma noi faremo quanto necessario per ricostruirlo assieme a lui. Anche facendogli opposizione, ma con lealtà, intelligenza e nel merito. Mai per principio”.

LO SPOGLIO: 

ore 23.23: Dopo lo spoglio del 20% delle schede scende di poco la percentuale di Renzi (71,1%) ma la sua percentuale finale dovrebbe comunque essere superiore al 70%

ore 23.10: Renzi fa il prevedibile bagno di folla al Nazareno, ringrazia innanzitutto i volontari che hanno lavorato per le primarie; poi rivolge il suo grazie a Orlando ed Emiliano. Infine dice: “Inizia una storia nuova. Non è il secondo tempo della partita ma una partita nuova. Vogliamo fare una grande coalizione con i cittadini e non con partiti che non rappresentano nemmeno se stessi. Abbiamo il compito storico di non lasciare l’Italia nella palude”.

ore 22.55: Orlando ed Emiliano confermano di avere già sentito telefonicamente Renzi e di essersi complimentati con lui per la vittoria.

ore 22.42: Dopo oltre il 10% di schede scrutnate non cambiano di molto le proporzioni: Renzi intorno al 73%, Orlando intorno al 19%, Emiliano intorno all’8%.

ore 22.09: Renzi posta su Fb: “Una responsabilità straordinaria. Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme”.

ore 22.08: Il presidente del Consiglio Gentiloni si è sentito telefonicamente con Matteo Renzi congratulandosi per il risultato delle primarie.

ore 21.55: Dario Franceschini a Sky: “Il Governo esce rafforzato da queste primarie. Dopo il referendum Renzi si era dimesso da tutto, merce rara in questo Paese. Oggi il popolo del Pd gli restituisce la leadership”.

ore 21.44: Intorno alle 23.30 si avrà un dato quasi definitivo e comunque indicativo. Ma ormai non è in discussione la vittoria di Renzi, può soltanto cambiare la proporzione numerica. E intanto è già dibattito politico sul dopo primarie.

ore 21.29: La vittoria di Renzi è già scontata. La sua percentuale dovrebbe superare il 70%. I dati dello spoglio affluiscono velocemente ma non essendoci seggi campioni o rappresentativi è impossibile fare proiezioni scientificamente attendibili.

ore 21.27: Tweet di Franceschini: “Grandissimo risultato per Matteo e il Pd. Ora tutti insieme si può ripartire”.

ore 21.19: I primi dati, forniti da Sky Tg24, dopo lo spoglio di 27.000 schede danno Renzi al 73,08%, Orlando al 20,2%, Emiliano al 6%.

ore 20.45: Il numero dei votanti dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni. Superata la “soglia minima” del milione di cui aveva parlato Renzi ma siamo lontani dai quasi tre milioni di quattro anni fa.

ore 20.38: Tweet di Renzi a seggi chiusi. “Volevo mollare tutto ma grazie all’affetto dei militanti sono ripartito. Vi devo un gigantesco grazie”.

ore 20.30: Non tutti i gazebi adibiti al voto sono chiusi. Si vota da qualche parte ma lo spoglio è già cominciato.

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Si sono chiusi alle ore 20 i seggi per le primarie del PD che decreteranno il nuovo segretario nazionale del Partito, nonché la leadership politica del partito. Dopo il termine delle operazioni di voto (prolungatesi però in alcuni seggi ben oltre l’orario previsto a causa di lunghe code, garantendo comunque agli elettori di esprimere il proprio voto) inizierà lo spoglio, che dovrebbe essere piuttosto rapido.

I 3 candidati in corso sono l’ex premier e segretario Matteo Renzi, il deputato e ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che vanno al voto dopo aver ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti e almeno il 5% dei voti validamente espressi.

Sul voto ha pesato l’incognita affluenza: a mezzogiorno l’affluenza ai seggi delle primarie del Pd è risultata essere di 701.373 cittadini, mentre alle 17.00 è risultata essere di 1.493.751 cittadini; questo quanto annunciato in una nota dalla Commissione nazionale per il Congresso del Partito democratico. Se però nel 2013 i partecipanti furono quasi 3 milioni, questa volta il partito sembra essere soddisfatto del raggiungimento del milione e mezzo (mai si è chiuso ad oggi sotto i 2 milioni).

Una giornata in cui però non sono mancati tensioni: il più importante arriva da Nardò (Lecce) dove alle 15 il voto è stato sospeso “per una massiccia presenza di esponenti della destra appartenenti all’amministrazione comunale”, mentre a Gela alcuni attivisti del Pd sono arrivati al seggio con un pacchetti di schede già votate.

Questo il messaggio su Facebook di Matteo Renzi a urne chiuse: “Prima di tutto, prima di sapere come andrà a finire, devo dirvi grazie. In molti pensano che quelli che fanno politica siano robot. Non è così. Anche se non sembra, siamo umani anche noi. Quando mi sono dimesso, volevo davvero mollare tutto. Quello che però voglio dirvi, adesso, a seggi chiusi, prima di sapere il risultato delle primarie, è che io stasera prima di tutto vi devo un gigantesco grazie”.

Acceso anche il clima nell’entourage di Andrea Orlando, che ha denunciato in mattinata possibili brogli nei seggi in Calabria, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine: “L’apertura si è contraddistinta per una serie di irregolarità e illegittimità. A molti scrutatori della mozione Orlando è stato impedito di insediarsi al momento della costituzione del seggio e vidimare le schede come previsto dal regolamento. È quanto successo nei seggi di Mendicino, San Giovanni in Fiore, Santa Sofia d’Epiro, Marano Marchesato, Tortora, Parenti e in tanti altri paesi della provincia di Cosenza”.

Imprevisti anche a Roma, dove sono spariti due gazebo (già montati nella notte) in a Piazza Bologna e Termini e in Piazza Cinquecento, mentre alcuni iscritti avrebbero segnalato a San Saba la presenza di scrutatori esterni al circolo: l’accusa è che siano stati nominati da Matteo Orfini (sostenitore della Mozione Renzi).

A criticare la giornata di primarie è Beppe Grillo che sul blog scrive: “È completamente insensata; la polemica sulla ‘democrazia dei clic’ che sarebbe inferiore alla democrazia delle schede di carta di cui si fanno promotori il Pd, gli altri partiti del ‘900 e tutti i giornaloni. Nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro e anche un po’ feticista. Per dare un minimo di senso alle loro primarie a pagamento le mettono a paragone con il MoVimento 5 Stelle”.