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Pensioni di invalidità, il Sud fa (quasi) all-in: 52% | E 2/3 delle entrate contributive vengono dal Nord

di Redazione

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Pensioni di invalidità, il Sud fa (quasi) all-in: 52% | E 2/3 delle entrate contributive vengono dal Nord

| martedì 16 Maggio 2017 - 19:30
Pensioni di invalidità, il Sud fa (quasi) all-in: 52% | E 2/3 delle entrate contributive vengono dal Nord

Gli sketch comici di Checco Zalone sulla passione del Meridione per finti invalidi e pensioni di accompagnamento, stando agli ultimi dati diffusi da “Itinerari previdenziali”, hanno un riscontro evidente nella realtà. Il Sesto rapporto sulla regionalizzazione del bilancio previdenziale evidenzia infatti che oltre la metà delle prestazioni di invalidità civile (pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento) ha come destinazione il Sud mentre il Centro ne ha il 18,5% e il Nord meno del 30%.

In soldoni, al Nord è in pagamento una prestazione di invalidità ogni 100 abitanti mentre al Centro se ne paga una ogni 69,7 abitanti e al Sud una ogni 43. Nelle regioni del Nord, dove vive il 45,75% della popolazione e c’è una durata media molto alta di contribuzione, sono più numerose le pensioni di anzianità. Al Sud, invece, le pensioni di anzianità sono integrate al minimo nel 79% dei casi contro il 52% del Nord e il 57% del Centro.

E c’è di più, perché le entrate contributive Inps (134,8 miliardi nel 2015) provengono per quasi due terzi dal Nord (85,6 miliardi) mentre solo il 16,44% arriva dal Sud (22,1 miliardi). Nello specifico il Nord versa pro capite 3.086 euro l’anno mentre il Centro versa 2.236 euro di contributi per abitante e il Sud solo 1.063 euro.

Tenendo poi conto che l’importo delle prestazioni è più alto al Nord, il Sud registra un trasferimento medio più alto con 1.000 euro medi annui a fronte dei 658 del Centro e i 474 del Nord. Il Nord assorbe il 55,8% delle uscite (3.561 euro pro capite), il centro il 19,74% (2.895 euro pro capite) e il Sud il 24,4% (2.071 euro pro capite).

Spiccano i numeri del Trentino-Alto Adige che registra 106,6 euro di contributi versati a fronte di 100 euro di prestazioni, seguito dalla Lombardia (97 euro di contributi per 100 di prestazioni) e dal Veneto (95 euro di contributi ogni 100 di prestazioni pro capite).

Inoltre, si legge nel Rapporto, su 42,1 miliardi di disavanzo tra entrate e uscite per le pensioni, il Sud ne assorbe circa la metà (21 miliardi) contro il 18,86% del Centro e il 31,25% del Nord. I trasferimenti più rilevanti medi per abitante sono quelli ricevuti dai liguri (1.591 euro annui) e dai piemontesi (1.283 euro l’anno) al Nord, dagli umbri al Centro (1.334 euro) e dai calabresi al Sud (1.350 euro).

 

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