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Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia, è intervenuto quest’oggi dal palco del Festival Economia di Trento, per commentare la situazione dell’Italia e applaudendo i risultati sul Pil, che secondo le stime Istat è destinato ad una crescita superiore al previsto.

Il ministro dell’Economia, risponde indirettamente a Matteo Renzi (intervistato oggi da Il sole 24 Ore e che parlava di una manovra da “non sprecare”, stop all’Iva, tagliamo le tasse”): “L’ultima cosa che vuole fare un ministro delle finanze è sprecare la manovra, che è la cosa più importante dell’anno di lavoro. Faremo di tutto per utilizzare, in modi da definire vista l’incertezza calendari gli spazi nel modo migliore”.

Questa la strategia economica del governo per i prossimi mesi, commentando anche i dati Istat che rivedono in rialzo le stime sul Pil (+1,2% previsto per il 2017): “Dobbiamo offrire al Paese conti sempre più in ordine e spazi di utilizzo di risorse pubbliche per il sostegno alla crescita. Stiamo andando nella direzione giusta, a velocità un po’ superiore a quella attesa, ma ancora non sono soddisfatto”.

“La crescita – conclude – sarà migliore delle previsioni, perché incomincerà ad agire l’impatto delle misure che sono state prese nei tre anni. Queste cose cambiano i parametri, quindi ci sono dei rischi al rialzo: può darsi che tra un anno qualcuno mi dirà che i numeri siano migliori del previsto. Usciamo dal luogo comune che la fine del Qe (Quantitative easing, ndr) sarà un disastro. La situazione difficile è legata all’incertezza politica, è oggettivo. È molto difficile dire quale sarà il prossimo quadro di governabilità e il prossimo Parlamento”.

E sul debito pubblico afferma: “C’è un luogo comune che mi dà fastidio: che ci siano scorciatoie, che si può abbattere il debito domani, che si può reintrodurre flessibilità lasciando l’euro, o ottenere 300 mld di introiti dal patrimonio immobiliare. Io non le ho trovate le scorciatoie, anzi ho trovato che se uno le prende finisce male I problemi sono risolvibili, ma non ci sono bacchette magiche”.