Lutto nel mondo del calcio: è morto Giuliano Sarti, 83 anni, stroncato da un malore improvviso. Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla grande Inter di Helenio Herrera con cui ha conquistato importanti successi sia in Italia che in campo internazionale. Chiunque abbia oggi almeno 50 anni ricorderà l’immancabile cantilena con cui veniva declamata la formazione di quella fortissima Inter. “Sarti, Burgnich, Facchetti…”

E’ stato uno dei portieri più forti di sempre, con uno stile tra i pali che negli anni ’60 fece scuola. Eppure il suo nome è diventato leggendario per via di una papera clamorosa: all’ultima gara della stagione 66-67 l’Inter – che era in testa alla classifica – perse a Mantova 1 a 0 e Sarti si fece passare tra le gambe un pallone abbastanza innocuo. I nerazzurri non riuscirono a recuperare e furono sorpassati dalla Juventus di Heriberto Herrera.

Ma Sarti, come dicevamo è stato un grande portiere e difatti ha indossato la maglia della Nazionale italiana in otto occasioni (debutto nel 1959)  Sarti, nato a Castello d’Argile in provincia di Bologna il 2 ottobre 1933, la sua carriera tra i professionisti è cominciata nella Fiorentina dove ha giocato per quasi un decennio e dove ha incredibilmente conquistato lo scudetto del 1956 e successivamente quattro secondi posti. Il passaggio all’Inter è del 1963: Sarti perde lo spareggio scudetto contro il mitico Bologna ma vince due volte consecutivamente la coppa dei Campioni.

Ha giocato anche con Centese, Bondenese. Il suo palmares  comprende 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa delle Coppe, 3 scudetti e una Coppa Italia. Dopo il ritiro dal calcio giocato, si era dedicato a fare l’allenatore a livello dilettantistico.