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Il Consiglio dei Ministri, rappresentato dal premier Gentiloni e dal ministro del lavoro Poletti, ha presentato alla stampa a Palazzo Chigi le misure incluse nel “decreto povertà”, su tutte il Reddito di inclusione (sostituto del Sostegno all’inclusione attiva (Sia) ma anche dell’Asdi, l’Assegno di disoccupazione), che varierà da un minimo di 190 ad un massimo di 485 euro al mese.

Nella stessa giornata il Consiglio dei Ministri ha espresso il primo via libera anche al decreto sud con la norma “Resto al Sud”, che prevede finanziamenti agevolati a giovani imprenditori e l’istituzione delle Zone economiche speciali con benefici fiscali e al decreto Madia bis sulle organizzazione partecipate pubbliche, che partirà da settembre (l’obiettivo è tagliare le e società con micro-fatturati e con alto numero di dirigenti e contenere i costi riducendo i commenti del cda o arrivare alla nomina di un amministratore unico).

Il decreto povertà (rivolto a circa 1,7 milioni di persone) si baserà sul piano delle risorse su un primo finanziamento di 1,7 miliardi del Fondo per la lotta alla povertà, ma che secondo il ministro Poletti dovrà essere integrato con altre risorse destinate in particolare all’inclusione attiva verso il lavoro.

La misura (concepita come “misura nazionale di contrasto alla povertà” e che attua la delega parlamentare del marzo scorso) dovrà essere esaminata dalle Commissioni parlamentari competenti per l’acquisizione dei pareri. Dopo la sua approvazione i primi a beneficarne saranno i nuclei con almeno un figlio minore o con disabilità, le donne in gravidanza, e gli over 50 disoccupati.

Queste le parole di Giuliano Poletti: “In totale siamo sui 2 miliardi l’anno, nei prossimi anni. Le famiglie con queste caratteristiche sono circa 660 mila di cui 550mila con figli minori. Riusciamo già a raggiungere quasi completamente il target cui stiamo guardando. Le presenze nei centri per l’impiego verranno incrementate con 600 unità: avranno il compito di fare da ponte tra chi si occupa di politiche sociali e chi di politiche dell’occupazione”.

Queste invece le parole del premier Gentiloni: “Questo decreto fa parte di una politica generale del governo che cerca di mettere l’accento sull’inclusione sociale; lo abbiamo fatto anche a livello europeo, con una proposta di strumento di reddito di inclusione, lo continueremo a fare: ne ho parlato di recente anche con il presidente Macron perché questo tema deve diventare sempre più centrale per l’Ue”.