attentato Usa, Mike Pence, Sean Spicer, sparatoria, sparatoria repubblicani, sparatoria Spicer, Sparatoria Washington, spari Steve Scalise, Usa

Il leader repubblicano del Congresso degli Stati Uniti, Steve Scalise, è stato ferito gravemente, insieme ad altre persone, da diversi colpi di arma da fuoco esplosi nei pressi di Washington durante un allenamento di baseball. Diversi i deputati che si trovavano sul posto al momento della sparatoria.

Scalise, riferiscono i media americani è in “condizioni stabili” ma gravi. Wusa parla inoltre di quattro feriti tra cui un deputato colpito all’anca. Il deputato colpito oggi è il capogruppo della maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti. ”È troppo presto per dire quale sia il motivo della sparatoria. Stiamo valutando tutte i possibili aspetti”, afferma Tim Slater, l’agente speciale dell’Fbi che ha in carico le indagini.

Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer via Twitter, ha riferito che il presidente Donald Trump è subito stato informato di quanto è accaduto “e segue gli sviluppi della situazione“.

La polizia di Alexandria, in Virginia, ha twittato che la persona sospettata della sparatoria in cui sono rimasti colpiti il deputato repubblicano Steve Scalise e alcuni dei suoi collaboratori è morta dopo essere stata catturata: ”Ho sentito 50-60 colpi di arma da fuoco. Se non fosse stato per la polizia saremmo tutti morti”, ha riferito il senatore repubblicano Rand Paul.

È stato un attacco deliberato“, dicono fonti investigative citate dai media Usa descrivendo la sparatoria. Il presidente Donald Trump e il vice presidente Mike Pence si sono quindi detti “profondamente rattristati per la tragedia” al campo di baseball dei repubblicani.

“Steve Scalise, un vero amico e un patriota, è stato ferito gravemente ma si riprenderà completamente. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con lui”, ha quindi aggiunto Trump. “Molte vite sarebbero state perse se non fosse stato per l’azione degli agenti di Capitol Hill che sono riusciti ad abbattere l’aggressore durante questo attacco brutale. Grazie al loro sacrificio la democrazia è possibile“.

L’uomo che ha aperto il fuoco si chiamava James Hodgkinson, 66enne di razza bianca e residente a Belleville, in Illinois. Era il titolare di un’impresa che si occupa di perizie immobiliari con licenza scaduta nel 2016 e mai rinnovata. Nell’aprile del 2016 l’uomo venne accusato di percosse e di aver danneggiato un’automobile.

Lo scorso 12 giugno Hodkinson aveva pubblicato su Facebook pesanti accuse contro il presidente degli Stati Uniti: “Trump è colpevole e dovrebbe andare in carcere per tradimento“, minacciando di “distruggere Trump”. Il post era accompagnato dalla condivisione di un video che chiedeva l’impeachment del tycoon.

L’aggressore, sempre sui social, esprimeva inoltre sostegno al candidato democratico Bernie Sanders pubblicando una foto di lui nei panni dello “zio Sam”. Sanders appare anche tra le foto di Hodgkinson, che pubblica la copertina del Time con Sanders nominato “persona dell’anno”.

Foto da Twitter.