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Beni per oltre 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania, su proposta del Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, nei confronti di un imprenditore di Augusta (SR),

Il destinatario del provvedimento è Francesco Pasqua, 58 anni, operante nel settore del movimento terra e del trasporto merci conto terzi. Pasqua è accusato anche di aver favorito la latitanza di Orazio Privitera, sottrattosi dall’ottobre 2009 al gennaio 2010, ad un decreto di fermo nell’ambito dell’operazione “Revenge”, nel corso della quale è emerso per la prima volta il nome dell’imprenditore, fino ad allora estraneo alle cronache giudiziarie.

Nel 2014 l’indagato era stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Prato Verde”, poiché gravemente indiziato del delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso, per far parte, insieme ad altri soggetti, dell’associazione mafiosa denominata “Cappello” ed in particolare del gruppo del “Carateddu”, diretto da Privitera e Sebastiano Lo Giudice.

Il Tribunale di Siracusa con l’odierno provvedimento ha disposto la confisca dei beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie a vario titolo riconducibili al soggetto per un valore complessivo di oltre 1.300.000 euro. I legami tra l’imprenditore e il clan mafioso (secondo il tribunale di Siracusa) sarebbe iniziati tra il 2006 ed il 2017.