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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sarebbe indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta. Ad anticipare la notizia (poi confermata dal diretto interessato) è il Corriere della sera.

L’inchiesta riguarderebbe un appalto per la fornitura di alberi a Expo, che secondo l’accusa, avrebbe dovuto comportare una nuova formulazione della gara dopo lo scorporo. L‘atto di chiusura indagini è stato notificato a 10 persone. L’accusa al primo cittadino, ex amministratore delegato di Expo, è di aver “aderito, anche su pressione di esponenti politici della Regione Lombardia”, alle “richieste dell’Associazione lombarda florovivaisti”.

Sala è già indagato infatti per falso materiale e ideologico in merito alla gara per la cosiddetta “Piastra”, nel capitolato della quale era compresa la fornitura del verde. Amareggiata la reazione del primo cittadino: “Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della procura generale. Non lo farò né oggi né in futuro”.

Beppe Sala aggiunge: “La storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano”.

Sala conclude: “Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città. Non ho alcuna intenzione di autosospendermi. Tutto quello che dovevo dire l’ho detto, da qui in poi non ho altri commenti da fare. Adesso vado al lavoro”. Anche l’avvocato difensore si associa nel criticare l’indiscrezione giornalistica: “Tutto secondo copione. Sono almeno 20 anni che gli avvisi di conclusione delle indagini e gli atti dell’inchiesta si conoscono in edicola”.