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Oggi è ripreso il processo d’appello in merito all’omicidio di Yara Gambirasio, per il quale l’unico imputato, Massimo Bossetti, è stato condannato in primo grado con la pena dell’ergastolo. Assenti all’udienza i genitori di Yara, mamma Maura e papà Fulvio, così come durante le altre udienze del processo.

Il sostituto Pg di Brescia, Marco Martani, ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Massimo Bossetti per l’omicidio “pluriaggravato” di Yara Gambirasio, che è stata uccisa “per motivi che solo” l’imputato “sa e potrebbe dire se volesse confessare”. Il Pg ha quindi chiesto il riconoscimento del reato di calunnia caduto in primo grado.

“Viene qua a dire idiozie”. Così Massimo Bossetti ha protestato per alcuni secondi, alzandosi dal banco degli imputati e richiamato dalla guardie penitenziarie, contro un passaggio dell’intervento del procuratore generale Martani.

Secondo il magistrato Marco Mantani, la sentenza del primo grado ha “una motivazione coerente, logica, completa” e respinge le contestazioni mosse all’esame del Dna, affermando che il “materiale nucleare” del reperto “ignoto 1” è intatto e dunque la prova indiziaria sarebbe da considerarsi valida.

Dalla difesa è arrivata inoltre la richiesta di integrare la documentazione con una fotografia satellitare che potrebbe dimostrare che il cadavere di Yara non è rimasto nel campo di Chignolo d’Isola per tre mesi prima del ritrovamento e che potrebbe portare ad una revisione della sentenza. Una richiesta al quale il sostituto pg non si è opposto.