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Soccorsi migranti in Libia, Msf annuncia lo stop | “L’Italia vuole limitare l’operatività delle Ong”

di Redazione

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Soccorsi migranti in Libia, Msf annuncia lo stop | “L’Italia vuole limitare l’operatività delle Ong”

| domenica 13 Agosto 2017 - 10:41
Soccorsi migranti in Libia, Msf annuncia lo stop | “L’Italia vuole limitare l’operatività delle Ong”

La decisione era nell’aria da qualche giorno, ma solo oggi è arrivata l’ufficialità: Medici senza frontiere ha sospeso “temporaneamente” l’attività di soccorso ai migranti davanti alla Libia. La Ong spiega che la sospensione segue la decisione della Libia di istituire una zona Sar, “limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali” e a un “rischio sicurezza dovuto a minacce della guardia costiera libica”.

La nave Vos Prudence, ancorata a Catania, resterà quindi in porto: “A seguito di queste ulteriori restrizioni all’assistenza umanitaria indipendente e dell’aumento dei blocchi che costringono i migranti in Libia – chiarisce la Ong – Msf ha deciso di sospendere temporaneamente le attività di ricerca e soccorso della propria nave, la Prudence”.

L’équipe medica di Msf continuerà invece “a supportare le attività di soccorso a bordo della nave Aquarius, di Sos Mediterranée, che al momento sta pattugliando le acque internazionali“. Secondo Msf, il codice di condotta per le Ong stilato dal Viminale e mai siglato, “è parte di un disegno più ampio che intende sigillare la costa libica e intrappolare migranti e rifugiati, gettando via la chiave”.

“L’anno scorso la guardia costiera libica ha sparato 13 colpi contro di noi in una situazione molto più tranquilla di quella attuale”, ha spiegato il presidente di Medici senza Frontiere, Loris De Filippi. La Ong ha avvertito che “se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia”.

Per Msf il codice di condotta del governo italiano e il sostegno di Roma alla guardia costiera libica dimostrano che si sta mescolando l’obiettivo umanitario di salvare vite con l’intenzione politica e militare di ridurre gli arrivi. “I recenti sviluppi rappresentano un altro preoccupante tassello di un ambiente sempre più ostile per le operazioni salvavita di soccorso”, ha spiegato De Filippi.

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