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Referendum per l’indipendenza: caos a Barcellona |Arresti e perquisizioni negli uffici del governo catalano

di Redazione

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Referendum per l’indipendenza: caos a Barcellona |Arresti e perquisizioni negli uffici del governo catalano

| mercoledì 20 Settembre 2017 - 19:24
Referendum per l’indipendenza: caos a Barcellona |Arresti e perquisizioni negli uffici del governo catalano

Cresce la tensione a Barcellona nell’ambito dello scontro con Madrid sul referendum per l’indipendenza che è stato sospeso dalla Corte costituzionale.

La Guardia Civil stamattina ha perquisito gli uffici del governo catalano, in particolare i dipartimenti dell’Economia, degli Esteri, del Lavoro e degli Affari sociali. La Guardia Civil ha sequestrato 10 milioni di schede per il voto e arrestato 12 persone tra cui due collaboratori del vicepresidente catalano Oriol Junqueras.

Quest’ultimo, su Twitter, ha denunciato che “stanno attaccando le istituzioni di questo Paese, quindi i cittadini. Non lo permetteremo!”. Intanto centinaia di persone si sono raccolte davanti alla sede del governo catalano nel centro di Barcellona per denunciare il blitz: la folla ha protestato al grido di “Indipendenza!”, “Vogliamo essere liberi”, “Vergogna!”.

Dopo il blitz, il presidente catalano, Carles Puigdemont, ha convocato una riunione urgente di tutti i suoi ministri e ha accusato il governo di Madrid di avere “sospeso di fatto, illegittimamente, l’autogoverno della Catalogna, instaurando uno stato di eccezione: la libertà è sospesa”. “E’ una situazione inaccettabile in democrazia” e “una operazione coordinata per impedire che i catalani possano esprimersi in pace e libertà il 1 ottobre”.

“Nessuno Stato al mondo può accettare quanto stanno facendo: erano avvertiti – ha detto il premier spagnolo Mariano Rajoy dopo il blitz della Guardia Civil -, sapevano che il referendum non si può fare perché contrario alla sovranità nazionale e al diritto di tutti gli spagnoli di decidere cosa vogliono per il loro Paese”.

Rajoy è stato anche duramente contestato nell’aula del Congresso dei deputati di Madrid dal dirigente della sinistra indipendentista Gabriel Rufian, che gli ha intimato di “togliere le sue sporche mani dalla Catalogna”.

Il ministero degli interni di Madrid ha annullato permessi e ferie degli agenti della polizia nazionale e della Guardia Civil assegnati alla crisi in Catalogna. La misura è prevista per il periodo dal 20 settembre al 5 ottobre, ma può essere prorogata. Il referendum di indipendenza catalano, dichiarato illegale da Madrid, è previsto per il 1 ottobre.

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