Pirlo, Andrea Pirlo

Andrea Pirlo a cuore aperto. In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex regista di Milan e Juventus, oggi al New York City, ha svelato i propri piani per il futuro: “A dicembre scadrà il mio contratto, penso sia arrivata l’ora di smettere col calcio giocato. A 38 anni mi rendo conto che sia giusto dare spazio ai ragazzi, i continui problemi fisici non mi permettono di allenarmi come vorrei, c’è sempre qualche acciacco. Il ginocchio destro non ha più cartilagine intorno alla rotula, l’ho anche fatto vedere ai medici della Juve in estate ma non c’è stato niente da fare. Non si può arrivare a giocare fino ai cinquant’anni, farò altro. L’allenatore? Non è detto che esser stato un buon giocatore ti renda automaticamente un bravo tecnico, per ora passerò un tempo in famiglia e giocherò a golf e tennis”.

Un commento anche sulla Nazionale, in un momento di difficoltà: “L’Italia di Ventura era partita bene nelle prime uscite con il 3-5-2, quando ha cambiato modulo ha reso meno. Non qualificarsi al Mondiale sarebbe un brutto colpo per il movimento, che comunque è in ripresa. Non si possono avere i Totti e i Del Piero in ogni generazione, bisogna lavorare col materiale a disposizione, come i già affermati Insigne e Verratti, mi piacciono tanto anche Caldara, Conti, Belotti, Bernardeschi, Rugani”.

Nella chiosa, un’occhiata al campionato in corso: “Il Napoli di Sarri è la squadra che gioca meglio in Italia, tra le migliori in Europa, ma la Juventus, anche senza Bonucci, resta la squadra da battere. Vincerà il campionato e andrà lontano in Champions League. Anche l’Inter ha una buona squadra e un ottimo allenatore come Spalletti, in grado di tenere le redini dello spogliatoio”.