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La vicepremier di Madrid Soraya Saenz de Santamaria, è intervenuta questa mattina sulla vicenda Catalogna dichiarando che una possibile dichiarazione di indipendenza domani in parlamento del presidente catalano Carles Puigdemont “non rimarrà senza risposta” da parte dello stato spagnolo.

Il presidente del Tribunale superiore di giustizia (Tsjc) in Catalogna Jesus Maria Barrientos ha intanto deciso di affidare la responsabilità della sicurezza del Palazzo di Giustizia alla polizia spagnola, togliendola ai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. Il Tsjc è titolare dei procedimenti avviati dalla giustizia spagnola contro le autorità catalane per il referendum di indipendenza.

E intanto il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks ha chiesto in una lettera inviata al ministro degli interni spagnolo Juan Ignazio Zoido Alvarez, che ci siano inchieste tempestive, indipendenti ed effettive su tutte le denunce contro la polizia per cattiva condotta e uso sproporzionato della forza durante il voto per il referendum sull’indipendenza catalana lo scorso primo ottobre.

Il presidente catalano, Carles Puigdemont, “rischia di finire in carcere se dichiara l’indipendenza”. Questo il duro monito lanciato dal vicesegretario della comunicazione del Partido Popular (il partito del premier spagnolo Rajoy), Pablo Casado, che aggiunge: “Rischia di fare la stessa fine del suo predecessore Lluis Companys, che tentò di proclamarla nel 1934”. All’epoca la “Repubblica Catalana” durò appena undici ore: Companys e i suoi ministri vennero imprigionati.