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Anche in questa tornata elettorale, come nelle passate, le liste dei candidati a palazzo dei Normanni sono ricche di persone indagate, imputate e condannate.

L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda Marianna Caronia, candidata tra le fila di FI. L’ex deputato regionale e candidato sindaco di Palermo risulta indagata nell’inchiesta ‘Mare Monstrum’ che alla vigilia delle Amministrative del 2017 aveva portato all’arresto dell’ex sindaco di Trapani, Mimmo Fazio.

Sempre in Forza Italia c’è Riccardo Savona. Eletto nel 2012 tra le fila di Grande Sud, è citato nell’informativa della DIA di Trapani che portò al sequestro di un miliardo e mezzo di euro a Vito Nicastri, definito il ‘re dell’eolico’, imprenditore ritenuto prestanome del capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

Poi c’è il caso di Luigi Genovese (candidato nel collegio di Messina per Forza Italia), figlio dell’ex deputato del Pd Francanonio Genovese, venuto agli onori della cronaca nell’indagine sulla formazione professionale siciliana. Condannato in primo grado a 11 anni, deve rispondere di varie accuse: dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla tentata truffa, al peculato, al riciclaggio, al falso in bilancio all’evasione fiscale.

Poi c’è il caso di Giovan Battista Coltraro, candidato a Siracusa nell’Udc. Il notaio ed ex esponente di Sicilia Democratica è stato rinviato a giudizio lo scorso marzo per falso in atto pubblico. Coltraro era finito al centro di un servizio della trasmissione televisiva ‘Le Iene’ sull’acquisizione illecita di terreni nel siracusano, che il notaio avrebbe favorito falsificando gli atti. Nella stessa provincia e sempre per l’Udc c’è Pippo Sorbello, sotto processo per voto di scambio.

Nella lista Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia, nel collegio di Palermo, è candidato Roberto Clemente, condannato in primo grado a sei mesi per corruzione elettorale. A Siracusa figura, invece, Giuseppe Gennuso, rinviato a giudizio per una vicenda dei tempi in cui guidava il consorzio idrico Granelli

E poi c’è Giovanni Cafeo, candidato con i democratici che è invece indagato per turbativa d’asta nel processo sulla gestione degli asili nido.

In lista per Sicilia futura a Palermo c’è Giovanni Di Giacinto, sotto processo per presunti accessi al sito di Equitalia per cancellare cartelle esattoriali ad alcuni suoi concittadini quando era sindaco di Casteldaccia.