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“Tutte le morti sono deplorevoli. Ma non c’è motivo che io chieda scusa per qualcosa che hanno commesso altri”. Lo ha detto Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi.

Intanto c’è la presa di posizione da parte del ministro della Giustizia del Paese sudamericano, Torquato Jardim, che a Bbc Brasil, ha dichiarato che Cesare Battisti ha “rotto il rapporto di fiducia”.

“Ha cercato di uscire dal Paese senza una ragione precisa – ha spiegato -, raccontando che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e stava lasciando lo Stato, con denaro oltre il limite consentito, senza un motivo apparente”.

Parole accolte con apprezzamento dal ministro Andrea Orlando, che le ritiene un mutamento di prospettiva che è stato possibile grazie alla riapertura dei canali della cooperazione Italia-Brasile in materia di giustizia, su basi di reciproca fiducia.

Intanto il terrorista, ha invitato il presidente Michel Temer a compiere “un grande atto di giustizia e umanità nei miei confronti” e ha detto al giornale “Folha de san Paulo”: “Ha una grande occasione, vorrei che prendesse coscienza profonda della situazione, anche perché ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità verso di me e lasciarmi qui in Brasile”.

Battisti lancia poi un atto d’accusa contro l’Italia dicendo che è un “Paese arrogante”. A Roma, continua, “sono convinti che sia un compito per loro facile portarmi via” da qui. L’atteggiamento ialiano “nei miei confronti”, aggiunge, è un’espressione di “orgoglio e vanità”.