Andrej Babis

Il vento della destra populista soffia anche sulla Repubblica Ceca. Il milionario anti-sistema Andrej Babis, da molti ritenuto il “Trump ceco“, a capo del movimento populista Alleanza dei cittadini scontenti, ha vinto le elezioni con il 29,7% dei voti. All’ottima affermazione del partito xenofobo Spd è seguito il crollo partito socialdemocratico Cssd finora al governo.

Al secondo posto arriva il principale partito conservatore, l’Ods, che alle urne ottiene l’11% dei voti. Sorpresa, invece, per il Partito pirata che si piazza al terzo posto con il 10,7%. Il trionfo di Babis ha in qualche modo aperto al collasso del Cssd, che con il 7,3% passa da primo a sesto partito.

Bene, anzi, benissimo ha fatto l partito xenofobo Libertà e democrazia diretta, che si attesta come quarta forza politica con il suo slogan “Stop islam e stop terrorismo” e chiede un referendum per l’uscita della Repubblica Ceca dall’Ue. Babis, dal canto suo, promette di lottare contro la corruzione di cui accusa la politica tradizionale.

Il secondo uomo più ricco del Paese, nato nel 1954 nell’attuale Slovacchia, è indagato per presunto uso fraudolento di fondi europei e per reati fiscali, ma ha sempre respinto le accuse. Nonostante i problemi di Babis con la giustizia il presidente ceco, Milos Zeman, aveva già annunciato prima del voto che se avesse vinto lo avrebbe incaricato di formare il governo.