I risultai dei referendum in Lombardia e Veneto sono al centro del dibattito politico italiano. Per il leader del Carroccio, Matteo Salvini, “c’è una sola Lega, che dà speranza a 60 milioni di cittadini italiani”.

“Abbiamo permesso a milioni di persone di votare in maniera pacifica e ordinata e già ci stanno chiamando e stiamo lavorando per la Puglia, il Piemonte, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna. Voglio una politica che spende meno e meglio”, ha quindi aggiunto.

Il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, a Radio Anch’io, è intervenuto sulla proposta del governatore del Veneto, Luca Zaia, che vorrebbe lo Statuto speciale. “È una proposta che va contro l’unità e l’indivisibilità del Paese”, ha detto Bressa. “Non  è una proposta catalana ma una proposta che la Corte Costituzionale ha bocciato, e Zaia lo sa”.

E sull’argomento, questa mattina, è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni che ha precisato come si debba lavorare per capire “cosa delegare e a quali condizioni”. “Guardo con interesse, rispetto, disponibilità alla discussione aperta dai referendum sul tema dell’autonomia. Sono disposto a fare dei passi in avanti”, ha detto il presidente del Consiglio, oggi a Marghera.

“Deve essere chiaro – ha però aggiunto – che si discute di efficienza del nostro sistema e di come far funzionare l’Italia, non si discute dell’Italia e della sua Costituzione. Ma il confronto è utile e dal governo c’è la massima apertura”.

E in campo scende anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che, in un’intervista al ‘Messaggero’ ha detto di non essere “contrario alle regioni a statuto speciale: per me tutte le regioni devono esserlo. Noi in Liguria in ogni caso siamo pronti a fare il nostro, di referendum”.

“La domanda – continua Toti – non è quanti soldi devono restare nelle regioni, ma quanti soldi dalle regioni devono andare al governo centrale”.

“La giornata di democrazia di domenica – ha detto – rappresenta il calcio d’inizio di una partita che rimette in gioco il tema dell’autonomia fiscale. Voglio scavalcare a destra i miei colleghi Zaia e Maroni: ogni regione deve decidere quante tasse chiedere ai cittadini e quante risorse devono andare allo Stato”.