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“Quattro giovani disoccupati su 10, soprattutto laureati, sarebbero disponibili a trasferire per motivi di lavoro la loro residenza”. Si tratta dei giovani italiani, pronti a lasciare la Patria per il futuro, oltre la metà del campione non sarebbe disposto a cambiare casa per trovare lavoro.

Il dato emerge dal focus dell’Istat, dai cui si evince inoltre che “un giovane su quattro ha un lavoro a termine. E sempre uno su quattro lavora a orario ridotto”.

Un giovane su quattro ha un lavoro a termine e sempre uno su quattro lavora a orario ridotto, “nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno”. L’Istat, inoltre, sottolinea come tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio la quota di occupati in lavori atipici è del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati.

Sono 3,2 milioni gli under 35 che non studiano e non lavorano, scrive ancora l’Istat e nel secondo trimestre 2016 il tasso di occupazione dei 15-34enni è stato pari al 40,6%.

Sotto il profilo territoriale, i giovani residenti nelle regioni meridionali presentano un numero di ingressi nel mercato del lavoro decisamente inferiore al resto del Paese, segnalando le condizioni di maggiore disagio nell’inserimento occupazionale. È occupato il 42,7% dei giovani usciti dal sistema di istruzione del Mezzogiorno, il 65,5% del Centro e il 73,2% del Nord.

Infine, il tasso di occupazione dei giovani stranieri non più in istruzione, inferiore a quello degli italiani (56,6%), e’ sintesi di un tasso di occupazione di 8,7 punti superiore tra gli uomini e di 14,6 punti inferiore tra le donne.