l'iniziativa

Palermo, “Le nuvole di carta” al Teatro Massimo
L’opera pensata per i ragazzi dagli 8 ai 14 anni

di . Categoria: Cronaca, Sicilia

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Il Teatro Massimo di Palermo apre le porte ai giovani amanti dell’arte. Sabato 18 novembre alle 11.30 e alle 17.30 e domenica 19 novembre alle 11.30, andrà in scena lo spettacolo in un atto “Le nuvole di carta“, viaggio avventuroso ispirato alla musica di Gioacchino Rossini e firmato da Gigi Borruso.

Si tratta di un’opera pensata per ragazzi dagli 8 ai 14 anni ma adatta a tutti che si intitola. Dopo gli spettacoli per le scuole, lo spettacolo sarà aperto al pubblico. Il progetto trae spunto dallo spettacolo “​La carovana volante” del 2013 firmato dallo stesso Borruso, che torna in scena con la sua Compagnia de’ Pazzarielli interpretando il ruolo di Arturo, capocomico di una banda di irriducibili visionari.

Arturo, il capocomico, è Gigi Borruso; Adelina, prim’attrice, è Serena Rispoli; mezzosoprano Loredana Megna, basso Giuseppe Esposito. Direttore Alberto Maniaci, scene di Roberto Lo Sciuto, costumi di Valentina Console, Orchestra del Teatro Massimo.

“Il nostro Nume? Gioachino Rossini, ovviamente! – dice Borruso – Con lui navigheremo fra i flutti d’un mare imprevedibile. Viaggeremo, infatti, sul nostro brevettato vascello, capace di reggere ogni tempesta, per approdare dentro alcune favole di Rossini: ad esempio ad Algeri, dove rievocheremo le vicende amorose di una bella italiana rapita dai corsari, e poi anche a Siviglia, per scoprire gli intrighi di un famoso barbiere, fra cento capriole e suggestioni“.

Borruso spiega: “Giungeremo infine in un paese misterioso, dove chi sa narrare cerca chi ascolta, chi sa ascoltare cerca chi narra e dove ognuno di noi potrà improvvisare il suo racconto e tessere la tela delle sue fantasie. Sissignore, insieme al grande Rossini, crediamo nel gioco più emozionante della vita. Quello che improvvisamente ci prende la mano, ci trascina lontano, riesce a trattare con leggerezza il bianco e il nero, i buoni e i cattivi delle favole, con la naturalezza e la profondità dei bambini”.

17 novembre 2017

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