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Il ddl sul biotestamento non interessa a Matteo Salvini. Il leader del Carroccio non usa mezzi termini per esprimere il suo orientamento:”Più che di fine vita io mi preoccupo della vita. A me piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo. Quindi più che di una buona morte, su cui ragioneremo, mi occuperei di una buona vita che a milioni di italiani purtroppo non è garantita”.

“Spero che chi oggi parla con sprezzo dei malati e delle loro famiglie recuperi un minimo di umanità e, anche se è contro la legge, si esprima con rispetto”, ha commentato Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico. “La sofferenza di chi vede un proprio caro in condizioni estreme non può essere utilizzata come strumento di polemica politica“.

La Serracchiani poi aggiunge: “La vita e la morte sono grandi e misteriosi eventi cui ci si deve avvicinare con delicatezza e rispetto. Garantire il diritto alla dignità in quei momenti supremi è un obiettivo che non può avere colore politico e che dovrebbe interpellare trasversalmente le coscienze. Temo chi si fa portatore di certezze assolute”.

Anche il ministro Martina prende posizione contro le dichiarazioni del leader leghista: “Questa può essere una legislatura di svolta per l’affermazione dei diritti. Chi come Salvini strattona anche in queste ore il tema delicato del fine vita con battute da bar dovrebbe avere più rispetto per tante persone che soffrono. Il biotestamento si può approvare oltre le logiche di maggioranza e opposizione: è tema che interpella la coscienza e mi pare ci sia ora la possibilità di una convergenza larga“.

Infine anche il Movimento Cinquestelle chiede di spingere per l’approvazione del disegno di legge: “Il biotestamento serve ai vivi – ha twittato il grillino Alessandro Di Battista -. È un diritto sacrosanto. M5S chiede la sua immediata approvazione. Si può fare in 24 ore!”.