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Salvini: “Sono italiani anche gli immigrati regolari”| Il leghista attacca: “Renzi e Di Maio marionette”

di Redazione

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Salvini: “Sono italiani anche gli immigrati regolari”| Il leghista attacca: “Renzi e Di Maio marionette”

| domenica 10 Dicembre 2017 - 16:49
Salvini: “Sono italiani anche gli immigrati regolari”| Il leghista attacca: “Renzi e Di Maio marionette”

“Per me gli italiani non sono solo quelli che hanno la pelle bianca, ma anche gli immigrati regolari e per bene che portano un contributo alla nostra società”. Sono le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, durante il comizio contro lo ius soli a Roma.

Salvini, dal palco allestito in piazza Santi Apostoli, ha sottolineato che “la cittadinanza arriva alla fine di un percorso, deve essere una possibilità da chiedere eventualmente a 18 anni, non è un regalo elettorale”.

“Non ce la fanno a fare lo Ius soli grazie alla Lega e a voi – ha poi aggiunto -. La sinistra prende in giro gli italiani con 80 euro e gli immigrati regalando la cittadinanza”.

“Se non siamo capaci di battere Renzi e Di Maio cambiamo mestiere, loro sono le marionette di scelte che vengono prese nelle segrete stanze – ha poi affermato il leader leghista -. Il Centrodestra ha il dovere di essere serio, chiaro, non deve ricommettere gli errori del passato, non possiamo essere l’Arca di Noè, dobbiamo decidere chi siamo, dove cominciamo e dove finiamo, dobbiamo avere l’ambizione non di vincere ma di cambiare il Paese. Io intendo la politica come una missione per risolvere i problemi”, ha aggiunto.

Salvini ha poi fatto sapere che chiederà “agli alleati un patto di orgoglio e dignità, a Bruxelles non si va con il cappello in mano ma per fare gli interessi di 60 milioni di italiani. O stiamo con pari dignità o meglio soli che mali accompagnati, una vita da schiavo a mio figlio non la lascio. Ci hanno detto che dovevamo entrare nella moneta unica, un sistema immortale, io però non faccio demagogia ma guardo i dati. Quando Prodi festeggiava l’ingresso nella moneta unica il nostro debito era 1.300 miliardi di euro, ci dissero che il debito scendeva ma oggi dopo 15 anni siamo a 2.200 miliardi. Dopo anni di sacrifici, legge Fornero, tagli alla scuola e ai comuni”.

“Non vedo l’ora di vincere per stracciare la legge Fornero e farla piangere un’altra volta. Ne piange una – ha detto – ne sorridono in milioni”.

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