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“Per tremila anni Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico, dai tempi di re Davide, fatti ben documentati dalla Bibbia”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto all’Europa al suo arrivo a Bruxelles in vista del Consiglio Affari Esteri.

Parole al vetriolo per Onu e Unesco: “Anche durante i lunghi secoli della diaspora, gli ebrei hanno sempre sentito un forte legame con la città santa, legame che non hanno mai perso, ma quel legame è stato negato in decisioni risibili delle Nazioni Unite e dell’Unesco, che cercano di negare la storia e la verità storica”

Gerusalemme “è stata la capitale di Israele negli ultimi settant’anni”, “il presidente Usa Donald Trump ha semplicemente messo i fatti sul tavolo – ha aggiunto Netanyahu –  La Knesset, il governo, il mio ufficio, stanno tutti a Gerusalemme. È la capitale di Israele e nessuno lo può negare: non ostacola la pace, ma la rende possibile”.

“È in corso un tentativo da parte dell’amministrazione americana di presentare una nuova proposta di pace: penso che dovremmo dare alla pace un’occasione. È tempo che i palestinesi riconoscano lo Stato ebraico e che questo Stato ha una capitale, che è Gerusalemme”

Secondo il premier israeliano: “Anche se non abbiamo ancora un accordo, questo sarà ciò che accadrà in futuro: credo che gli Stati europei, quasi tutti, sposteranno le loro ambasciate a Gerusalemme, la riconosceranno come capitale di Israele e si impegneranno robustamente con noi per la sicurezza, per la prosperità e per la pace”.

“Crediamo che sia nell’interesse di Israele trovare una soluzione sostenibile e complessiva per il conflitto israelo-palestinese. Crediamo che l’unica soluzione sostenibile siano due Stati, con Gerusalemme capitale sia dello Stato israeliano che di quello palestinese, lungo i confini del 1967″, ha detto l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini.

È la prima volta da “22 anni” che un primo ministro di Israele visita Bruxelles, ha sottolineato l’Alto Rappresentante: “La visita arriva in un momento particolare: l’Ue aumenterà il suo lavoro nella regione per iniziare a rilanciare il processo di pace, anche se sembra un periodo difficile”, ha concluso Federica Mogherini, sottolineando che “la cosa peggiore che può succedere ora è un’escalation di tensioni e di violenza” e condannando “nel modo più forte possibile gli attacchi contro gli ebrei in tutto il mondo, Europa inclusa, e in Israele”.

Il mondo musulmano, nel frattempo, si muove. Il presidente iraniano, Hassan Rohani, parteciperà al summit d’emergenza dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) convocato dalla Turchia, presidente di turno, per discutere della situazione a Gerusalemme. Rohani sarà a Istanbul domani sera. Il vertice è in programma mercoledì.

E non mancano disordini nemmeno in Europa, Il ministro dell’Interno della Germania, Thomas de Maiziere, ha infatti condannato le proteste in cui sono state incendiate bandiere israeliane a seguito dell’annuncio di Donald Trump. La Germania “è legata in un modo particolare allo stato di Israele e a tutta la gente di religione ebraica”, ha dichiarato il ministro in un’intervista che la Bild pubblica oggi.