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Il Palermo, Zamparini e “gli ultimi” di Biagio Conte. Il presidente rosanero incontra la stampa FOTO

di Emanuele Termini

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Il Palermo, Zamparini e “gli ultimi” di Biagio Conte. Il presidente rosanero incontra la stampa FOTO

| martedì 12 Dicembre 2017 - 14:14
Il Palermo, Zamparini e “gli ultimi” di Biagio Conte. Il presidente rosanero incontra la stampa FOTO

Mentre tutto brucia, noi piantiamo e seminiamo speranza“. Il motto di fratello Biagio, missionario palermitano divenuto simbolo di carità e accoglienza, sembra pensato apposta anche per il Palermo di Maurizio Zamparini. Se da un lato c’è infatti un’inchiesta della Procura che toglie il sonno ai tifosi del Palermo, dall’altro c’è il suo ex presidente che ribadisce a gran voce l’assoluta estraneità del club di viale del Fante alle contestazioni dei giudici. 

“La giustizia trionfa sempre, la Procura ha visto i documenti. Io posso assicurare che non abbiamo mai fatto nulla di male”. Per il patron rosanero Maurizio Zamparini, i guai giudiziari del Palermo sono insomma solamente fonte di dispiacere e non di preoccupazione. Le carte della società, sottolinea Zamparini, sono inequivocabili e testimoniano un’assoluta estraneità alle contestazioni della Procura.

Una situazione che a detta di Zamparini, ha avuto delle ripercussioni sul futuro del Palermo e sul possibile ingresso di nuovi investitori in società: “Io non ho mai rubato nulla, sono addolorato ma sereno. Mi guardo allo specchio e vedo una persona seria – Come reagirei nel caso in cui il Palermo dovesse fallire? Per me sarebbe solo un grande dolore, ma la vera tragedia la vivrebbe la gente di Palermo. Io continuereri a guardarmi allo specchio vedendo una persona onesta”.

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“Leggendo certe notizie la città si fa prendere dalle emozioni degli anni passati – continua il patron a margine dell’incontro con la stampa per il consueto scambio di auguri con la stampa – Debiti? Sono circa 32 milioni, molti dei quali verso dei procuratori che me li hanno portati via. Su tutti c’è Mascardi e il caso Dybala”. Un intoppo giudiziario, quello che sta vivendo il Palermo, che avrebbe rallentato le trattative per la cessione del club: “Se non fosse successo tutto questo magari l’accordo per la cessione del club poteva già esserci. Quanto successo ha bloccato gli investitori e c’è stato un danno a livello internazionale. Ho trovato le porte chiuse a livello finanziario”.

Baccaglini è un passato “doloroso” e ormai irrecuperabile. Il presente (e magari anche il futuro) si chiama Frank Cascio: “Con lui c’è un rapporto giornaliero, ma il programma futuro del Palermo c’è già – spiega Zamparini -. Ci scambiamo spesso mail e penso che ci incontreremo nei prossimi giorni. Io rimango come consigliere, posso portare la mia esperienza ad un gruppo che darà al Palermo uno stadio e un centro sportivo e che può portare la squadra a lottare per Europa”.

Visitando i luoghi dell’accoglienza e della speranza di Biagio Conte, Zamparini ritrova il sorriso e quel senso di appartenenza alla comunità palermitana che negli ultimi anni sembra averlo allontanato. Colpa della stampa, sostiene il patron, ma anche di una giustizia che con lui ha utilizzato “metodi intimidatori“. Lo stadio rimane però vuoto: “Leggendo certe notizie la città si fa prendere dalle emozioni degli anni passati. È normale che la gente reagisca così se vai a dire in giro che Zamparini è un delinquente”.  

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