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Sono ventuno le persone tra titolari, collaboratori e dirigenti di undici società che rischiano di finire sotto processo per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sul mega appalto Fm4. Si tratta della gara da 2,7 miliardi di euro bandita da Consip per l’affidamento di servizi nella Pubblica amministrazione.

La Procura di Roma ha chiuso le indagini: tra gli indagati, accusati di aver creato un cartello per spartirsi i 18 lotti di appalti, figura anche Alfredo Romeo.

Tra gli imprenditori coinvolti nell’atto di chiusura indagine anche gli imprenditori Ezio Bigotti, amministratore legale della società ‘Sti’, vicino al senatore di Ala, Denis Verdini.

Nel capo di imputazione sta scritto che le società “evitavano di fatto la concorrenza e l’ingresso di altri competitors nel settore. Il tutto attraverso: la presentazione di offerte concordate in maniera tale da non realizzare sovrapposizioni competitive sui singoli lotti di gara, le cosiddette offerte a scacchiera; la presentazione di offerte finalizzate per ciascun lotto ad alterare le medie dei punteggi di gara, anche dette offerte di appoggio; l’occultamento di centri codecisionali unici in relazione ai diversi offerenti; la condivisione occulta di informazioni e dati sensibili; la pubblicità prima della scadenza del termine di presentazione dell’offerta dei lotti su cui il raggruppamento con mandataria Cns intendeva presentare offerte; la promessa di subappalti a soggetti economici appartenenti a gruppi concorrenti”.