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La Camera ha approvato la fiducia alla legge di bilancio con 296 sì e 160 no. La fiducia era riferita al testo approvato dalla Commissione dopo che sono stati recepiti nel testo i rilievi della Ragioneria generale dello Stato con emendamenti del governo. 

In conferenza dei Capigruppo era arrivata l’unanimità nel concedere la deroga rispetto alle 24 ore che dovrebbero passare tra la apposizione ed il voto di fiducia. In seduta notturna sono stati esaminati gli ordini del giorno e gli articoli del bilancio. 

Oggi a partire dalle 10 sarà esaminata la nota di variazione al Bilancio, mentre dalle 10:30 sarà la volta delle dichiarazioni di voto trasmesse in diretta televisiva. Alle 12.30 il voto finale prima dell’ultimo atto, ovvero il passaggio del testo al Senato.

La legge di bilancio uscita dalla Camera “è stata la manovra più faticosa degli ultimi 30 anni“, ha detto Francesco Boccia del Pd. “Fuori dalla porta c’era tutta l’Italia, ci chiedevano di intervenire su questo e quello”, un vero assalto perché “con lo scioglimento delle Camere dietro l’angolo e senza il solito decreto Milleproroghe, tutti sapevano che questo era davvero l’ultimo treno utile”.

Il presidente della Commissione bilancio della camera e relatore della manovra, parla al Correre della Sera dei cosiddetti “emendamenti su misura”: “Nessuno è senza peccato. Neanche il M5S. Anzi, quelli che fanno le dichiarazioni più roboanti contro le marchette sono gli stessi che si presentano con la cartuccella in mano. Ma non mi faccia fare nomi”.

Boccia sottolinea comunque che “oltre al pressing per gli emendamenti su misura c’è stata anche una legittima pressione della società che abbiamo cercato di soddisfare”. Abbiamo salvato dal crac 250 città, comprese Napoli, Catania e Messina. Abbiamo trovato soldi per il trasporto degli studenti disabili. Siamo riusciti a regolare il mondo del digitale con norme innovative. Gli italiani che avranno interventi diretti saranno circa 5 milioni”.