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Lo strappo tra la base del Pd e Maria Elena Boschi c’è ed è evidente. E nonostante si continui a trattare, la presentazione della candidatura della sottosegretaria a Bolzano è slittata, probabilmente, a lunedì prossimo per consentire a Matteo Renzi di trovare un accordo.

Un intoppo non di poco conto, insomma, considerato che alle 16 si terrà la direzione nazionale del Pd che dovrà approvare le liste per le politiche. Ad aggravare il fardello di Renzi ci pensa poi il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti che, in una lettera al segretario, annuncia: “Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute“. 

“Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica – si legge nel suo lungo post apparso su Facebook – In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti”.

Giachetti poi insiste: “Sarei ipocrita se ti dicessi che la cosa non mi faccia piacere: penso che, in qualche modo, sia il riconoscimento di un impegno nel partito, e più in generale in politica, che mai mi era stato riconosciuto in passato. Di questo non posso che ringraziare, di cuore e con il cuore, sia te che hai creduto in me fin dall’inizio quando davvero ci conoscevamo assai poco, che Paolo (Gentiloni, ndr) che invece mi conosce da una vita e che per una vita mi ha sostenuto anche nelle mie battaglie a lui più estranee”.

“Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta – continua Giachetti – Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. Il Pd sta vivendo un momento difficile, e nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il Paese. E Marco mi ha sempre detto che è nei momenti difficili che bisogna crederci, anche rischiando. E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio“.

La rinuncia: “Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene che la quadra sarà comunque dolorosa. Allora penso che sia mio dovere fare l’unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo. Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute”.