3 arresti reggio calabria, arresti ‘ndrangheta, ndrangheta, omicidio Fabio Giuseppe Gioffrè

La banda che nel marzo scorso rapinò un autotrasportatore di tabacchi, realizzando un bottino milionario, è stata sgominata da un blitz dei carabinieri di Bari. Si tratta di quattro pregiudicati finiti in manette nel quartiere Japigia di Bari, a Bitonto e a Cerignola, in provincia di Foggia.

I militari sono intervenuti con il supporto di un velivolo dell’6 Elinucleo di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica. A finire in manette quattro soggetti già noti alle forze dell’ordine per altri reati predatori particolarmente violenti.

Si tratta di A.G., 42enne di Bitonto, M.G., 45enne di Bari, P.L., 39enne di Bari, e di Z.L., 43enne di Cerignola. Il provvedimento scaturisce da un’indagine avviata nel marzo 2017 dalla Compagnia dei Carabinieri di Andria (BT), a seguito di un intervento realizzato all’interno di un capannone industriale. 

In quella circostanza vennero fermate e tratte in arresto per riciclaggio in concorso, 11 persone intente ad alterare i colli di diversa merce, tra cui ingenti quantitativi di T.L.E., del valore complessivo di circa un milione di euro. I tabacchi, fu quindi subito appurato, erano “il provento della rapina ad un autotrasportatore, perpetrata in Mola di Bari (BA) il 9 marzo 2017”.

I malviventi, travisati ed a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata, avevano affiancato la vittima mentre guidava su una grande via di comunicazione. A quel punto lo avevano costretto, sotto la minaccia di un’arma da fuoco e accecandolo col bagliore di una torcia elettrica, a scendere dal furgone portavalori e salire su un SUV a bordo del quale lo avevano condotto nelle campagne di Sannicandro di Bari (BA) dove venne liberato.

Nel frattempo la squadra di rapinatori si era trasferita ad Andria per l’immissione della refurtiva in circuiti di ricettazione. L’indagine, sostenuta da attività tecniche e dinamiche, ha messo in luce la responsabilità della banda. Sono stati inoltre sequestrati due jammer muniti di 32 antenne, in uso alla banda per l’inibizione delle frequenze durante gli atti predatori.