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Le armi da fuoco e la violenza negli Usa

di Giuseppe Citrolo

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Le armi da fuoco e la violenza negli Usa

| giovedì 15 Febbraio 2018 - 10:15
Le armi da fuoco e la violenza negli Usa

La tragica sparatoria avvenuta in un liceo della Florida, in cui l’ex studente Nicholas Cruz, appena diciottenne, ha ucciso con un’arma da fuoco 17 fra professori e alunni, riporta in primo piano i temi della violenza e delle armi negli Stati Uniti. Le armi da fuoco causano decine di migliaia di morti e feriti ogni anno nel paese.

Nel 2013, 73.000 americani hanno riportato ferite da armi da fuoco e 33.000 sono morti per la stessa ragione. Fra questi 33.000, 21.000 si sono suicidati, 11.000 sono stati vittime di omicidio, e circa 1.000 sono morti in incidenti non intenzionali. Nel 2015, altri 13.000 americani sono stati assassinati mediante pistole o fucili. Numero ancora più impressionante, fra il 1968 e il 2011, quasi un milione e mezzo di americani ha riportato ferite fatali da armi da fuoco. Nel 2010 i contribuenti americani hanno speso oltre 500 milioni di dollari in costi ospedalieri legati alla cura delle persone ferite da pistole,fucili o armi d’assalto.

Negli Usa si ha più probabilità di morire uccisi a colpi di pistola se si vive in un’area urbana povera e se si è membri di una gang criminale. I media americani e stranieri si soffermano molto sulle stragi di massa, come quest’ultima in Florida o quella avvenuta in un liceo di Columbine in Colorado nel 1999, ma in realtà le vittime di questi drammi sono una piccola percentuale degli americani che ogni anno muoiono per ferite da armi da fuoco. Come di frequente nella società americana il fattore razziale entra in gioco:nel 2010 gli afroamericani erano solo il 13% della popolazione statunitense, ma il 55% delle vittime di omicidi in cui erano stati utilizzati pistole o fucili.

A livello federale,il possesso di armi da fuoco è regolato negli Usa dal Secondo Emendamento alla Costituzione,dal National Firearms Act del 1934, dal Gun Control Act del 1968, dal Firearms Owners Protection Act, dal Brady Handgun Violence Prevention Act e dal Violent Crime Control and Law Enforcement Act. Ci sono poi alcune norme a livello di singoli stati e locali.Purtroppo,nel corso degli anni, la Corte Suprema americana ha sempre dichiarato incostituzionali leggi a livello di stati o municipalità che volevano restringere il diritto dei cittadini di possedere armi da fuoco,citando il Secondo Emendamento e non considerando il contesto in cui quest’ultimo è nato, quello di un paese di fine Settecento afflitto da banditismo e scorrerie indiane e senza regolari forze di polizia.

Secondo il Congressional Research Service, nel 2009 c’erano negli Usa 310 milioni di armi da fuoco,una cifra impressionante a fronte di una popolazione americana che in quell’anno era di 306 milioni di persone. Purtroppo, malgrado l’evidenza di una violenza fuori controllo, tutti i sondaggi indicano che una maggioranza degli americani vuole mantenere l’attuale legislazione molto liberale in materia di diritto di possedere e portare con se armi da fuoco, ed è contraria a qualunque possibile restrizione. È improbabile che quest’ultima tragedia in Florida faccia cambiare idea a una fetta consistente della popolazione Usa; nulla è cambiato nemmeno dopo l’orribile strage di Sandy Hook del 2012, in cui Adam Lanza, un ventenne con problemi psichici uccise decine di bambini in una scuola elementare. Per il prevedibile futuro la potentissima lobby delle armi continuerà tragicamente a dettar legge a Washington.

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