I suoi fan lo chiamano ‘Massiccione’, ma Roberto Zanda, runner e Ironman sardo, perderà mani e piedi. Stava partecipando alla Yukon Artic Ultra. Si tratta di una gelida maratona sui ghiacci del Canada, in cui le temperature possono precipitare fino a -50gradi Celsius. In questa occasione, ha subito un drammatico congelamento degli arti.

‘Massiccione’ Zanda, i medici: “Necessaria l’amputazione”

Dal 19 febbraio, ‘Massiccione’ è ricoverato all’Ospedale Parini di Aosta. L’equipe di chirurghi altamente specializzati ha fatto il possibile per salvare gli arti del runner: camera iperbarica, interventi di vascolarizzazione. Nessun mezzo si è rivelato sufficiente: mani e piedi di Zanda sono troppo compromessi. L’operazione si svolgerà lunedì 12 alle 10. “Sarà lunga e complicata”, dichiara la compagna dell’ultra-maratoneta che aggiunge: “Roberto è tranquillo”.

Le foto di Roberto Zanda

L’odissea di Zanda: disperso nella neve a -50 gradi

E ‘Massiccione’ sembra realmente sereno. “Siamo in procinto di mandare in pensione queste mani e questi piedi”, scherza il runner. Zanda sta infatti dimostrando una grande determinazione e una forza senza pari in queste ore delicate. “Quella notte ho fatto un patto con Dio”, ha raccontato, “gli ho detto di prendersi mani e piedi ma di farmi vivere”. Massiccione si era perso nei boschi dello Yukon: ha vagato per 17 ore senza scarponi e senza guanti, attraversando nevi e ghiacci, con temperature che oscillavano tra i 50 e i 40 gradi sotto zero, prima di ricevere soccorso. In un video, ha ringraziato i sostenitori dell’immensa vicinanza. “Non sono uno che depone le armi senza combattere, non vedo l’ora di cominciare questa nuova battaglia”, ha dichiarato alludendo alla possibilità di continuare la sua vita da ultra-maratoneta con protesi invece degli arti.