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Il ddl di stabilità regionale per il 2018 approvato dalla giunta Musumeci è atteso dall’esame delle Commissioni di merito. La strada si preannuncia in salita, lo stallo della maggioranza è evidente, ma il governatore siciliano ostenta fiducia: “È un testo molto snello di trentacinque norme nel quale sono contenute alcune delle priorità di questo governo“.

Musumeci presenta il suo DDL: “È un testo snello”  

“Le altre grandi riforme sulle quali stiamo lavorando faranno parte di disegni di legge organici che saranno presentati dopo la conclusione della sessione di Bilancio. Si tratta di uno strumento contabile non blindato e quindi aperto ai contributi di tutti i gruppi parlamentari”.

Il DDL di stabilità, i punti focali

Tra i punti focali del DDL spiccano l’accorpamento di Irfis, Ircac e Crias, l’abolizione degli Istituti autonomi case popolari (Iacp) con l’istituzione dell’Agenzia regionale per la Casa, la soppressione dell’Ente per lo sviluppo agricolo (Esa) e la fusione tra Istituto di incremento ippico e Istituto sperimentale zootecnico.
 
Nel documento c’è spazio anche il biglietto unico per il trasporto locale che prevede progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e quelli ferroviari regionali. Stanziati, inoltre, nove milioni di euro per contributi in conto capitale, a favore di famiglie a basso reddito, per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa. Dotato anche il capitolo per far fronte alle richieste pervenute da oltre dodicimila disabili gravissimi.