Giuseppe Scopelliti si è costituito questa mattina. Era l’uomo di Berlusconi in Calabria. Oggi, ha deciso di presentarsi nel carcere reggino di Arghillà. Il fedelissimo dell’ex Cavaliere, che è stato sindaco di Reggio e governatore della Calabria, è stato condannato ieri, in Cassazione, a 4 anni e 7 mesi di reclusione. La sentenza è, chiaramente, connessa alla vicenda delle cosiddette ‘parcelle pazze‘ che risale agli anni in cui era sindaco.

Il caso Fallara: il dirigente suicida e il disavanzo di 170 milioni

Il fatto è noto alle cronache come “caso Fallara” . Orsola Fallara, infatti, era il dirigente dell’ufficio finanza del comune di Reggio, suicidatasi – durante gli anni dell’inchiesta – ingerendo acido muriatico. Alla Fallara, i giudici contestavano l’autoliquidazione delle parcelle che aveva dato avvio alle indagini, nel 2008. Il disavanzo del bilancio, tra il 2008 e il 2010, sarebbe stato di circa 170 milioni di euro.

La sentenza della Cassazione

L’ex sindaco Scopelliti sarebbe, secondo la Cassazione, reo di falso in atto pubblico nel processo scaturito dagli ammanchi dei bilanci nel comune di Reggio. Ieri, gli ermellini avevano dichiarato prescritto il reato di abuso d’ufficio, riducendo di 5 mesi la condanna a 5 anni della sentenza di appello. Inoltre, la Cassazione ha sostituito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con una meno severa ‘sospensione’ di 5 anni.

Per Scopelliti, probabilmente, la sentenza è stata piuttosto inaspettata. Fino a poche settimane fa, infatti, l’ex sindaco aveva registrato il successo elettorale di Salvini in Calabria, di cui era stato indiscusso architetto. Un progetto – quello di contribuire alla campagna della Lega – mirato a preparare un suo ritorno in politica che, nonostante la riduzione della pena, potrebbe non essere facile come si prospettava.