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Cinque dipendenti della società “Pubbliservizi S.p.a.” di Catania sono stati sospesi per aver utilizzato ripetutamente le automobili dell’azienda come mezzi privati. I dipendenti svolgevano attività personali durante le ore di servizio, per le quali invece venivano regolarmente retribuiti. Ritenendoli responsabili del reato di peculato, il Gip del Tribunale di Catania ha emesso per loro un’ordinanza di misura cautelare della sospensione dal pubblico servizio.

Cinque dipendenti sospesi per peculato

L’ordinanza del Tribunale di Catania è stata emessa il 6 aprile 2018 ed è stata eseguita dalla polizia nella mattina di oggi. I cinque dipendenti truffatori svolgevano, presso la Pubbliservizi, funzioni di coordinamento con autonomia decisionale sul lavoro di alcuni operai e avevano a disposizione gli autoveicoli della società, per ragioni di servizio.

Le indagini investigative, svolte nell’arco temporale che va da luglio a settembre 2017, hanno dimostrato che i cinque dipendenti, oltre ad utilizzare detti veicoli per fini meramente privati, erano soliti parcheggiarli presso il loro domicilio o presso la loro residenza estiva, come fossero mezzi di proprietà. Si recavano spesso al supermercato per fare la spesa e alcuni di loro erano soliti frequentare agenzie di scommesse o altri luoghi ricreativi durante le ore lavorative.

Gli indagati indicavano sistematicamente false prestazioni lavorative sul “foglio presenze” e sul modulo “riepilogo trasferta viabilità”, pertanto venivano regolarmente retribuiti dalla Pubbliservizi.  La società ha quindi subito in ingente danno economico, per aver elargito somme retributive per prestazioni lavorative mai effettuate.

Il Gip del Tribunale di Catania, tenuto conto della gravità e della reiterazione dei fatti compiuti, ha disposto una differente durata della misura cautelare della sospensione dal pubblico servizio, che risulta per due destinatari di 6 e 8 mesi, mentre per gli altri tre di mesi 10.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania e condotte dalla Squadra Mobile (sezione reati contro il patrimonio e anticorruzione), con l’ausilio di localizzatori satellitari gps installati sulle autovetture, oltre che attraverso i tradizionali metodi di pedinamento e osservazione.