Quel rigore al 93esimo era destinato a suscitare prevedibili polemiche. La Juve, fuori dalla Champions, preme l’acceleratore sulla Var. Tutti, a Torino, si augurano che i Video Assistant Referee arrivino, presto, anche in Europa. Ma il sistema non è perfetto e la UEFA temporeggia.

Infantino sostiene la Var “come tifoso, non come dirigente”

Rispetto per i professionisti. E rispetto per i tifosi. Sono i valori a cui si appella la FIFA, per dimostrare che il sistema è già pronto e collaudato. E in Russia, farà la sua prima entrata in scena alla Coppa del Mondo. Ad annunciarlo, è il presidente Infantino, in una lettera pubblicata sul FIFA magazine. “Il calcio ha fatto un grande passo in avanti decidendo di adottare l’uso della Var”. Così scrive Gianni Infantino. E – come sottolinea il presidente – non sarebbero parole di un dirigente, ma i pensieri di un semplice ‘tifoso di calcio‘. Un tifoso che tiene a risultati più equi.

La UEFA prende tempo, ma il tasso di precisione sarebbe del 98,9%

Non servirebbe aspettare ulteriormente. Il via libera alla Var è una priorità. “Per quasi due anni l’Università di Lovanio ha analizzato l’uso della tecnologia in oltre mille partite”, rende noto Infantino. E il risultato sarebbe un tasso di precisione del quasi 99%. Tuttavia convincere la UEFA potrebbe essere un’impresa tutta’altro che facile. In Europa, si tiene molto alla componente soggettiva dell’arbitraggio. E nessuno ci assicura che la tecnologia Var non avrebbe confermato il discusso rigore di Real-Juve. Anche se Buffon ha parlato di “crimine contro l’umanità sportiva”.