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Non bastava l’emergenza rifiuti ad angosciare migliaia di palermitani. Ieri notte, a causa di un violento nubifragio abbattutosi in città e nel suo hinterland, il capoluogo siciliano ha dovuto fare i conti anche con l’allagamento di strade e scantinati. Il sistema viario è andato il tilt, così come i centralini dei vigili del fuoco. 

Nelle aree periferiche e in quelle vicine al mare, come a Mondello, Sferracavallo e via Messina Marine si sono avvertiti i disagi più intensi. Non è andata meglio in viale Regione Siciliana e via Giafar con circa una sessantina di richieste di intervento ai vigili del fuoco. Ma, paradosso dei paradossi, i soccorsi si sono resi necessari anche all’interno delle aree allagate di Pronto soccorso degli ospedali Civico e Policlinico.

E in ossequio al detto secondo il quale “le disgrazie non vengono mai da sole“, a rendere particolarmente difficile la situazione è stata l’ormai stranota e puzzolente emergenza rifiuti che da giorni soffoca Palermo. Non sono mancati casi eclatanti, al limite dell’inverosimile, come i torrenti costituiti da acqua e sacchi dell’immondizia nell’estrema periferia cittadina. 

Il video girato da Alessandro Aiello è diventato subito virale. Ci troviamo all’uscita autostradale di Villabate e lo scenario è da incubo: centinaia di sacchi della spazzatura galleggiano in un fiume che rende difficile la circolazione delle auto. È un orrore per gli occhi di chi vive in questa città e per quelli di chi la visita da turista. 

Sì, perché Palermo è Capitale della Cultura 2018. È la città dei record turistici, meta tra le più ambite nel panorama italiano ed europeo. Eppure che immagine consegna di sé questa bella e problematica città? Perché agli indiscutibili passi in avanti che questa città ha fatto registrare negli ultimi anni, si aggiungono sempre i soliti e imbarazzanti problemi?

Come sempre è quasi inutile chiedere il conto dei disagi a chi questa città la governa. Da un lato c’è il Sindaco Leoluca Orlando che se la prende con la Regione Siciliana: “Siamo in una evidente situazione di emergenza, dovuta a ragioni tecniche (la rottura di alcuni macchinari nella discarica di Bellolampo, ndr) ma anche a responsabilità gravi della struttura e del governo regionale – spiega il primo cittadino palermitano – Tutti siamo impegnati a risolverla ma nessuno pensi di poterla utilizzare per affidare ai privati la gestione dei rifiuti a Palermo”. Orlando ha quindi annunciato di “aver presentato denuncia contro ignoti” alla Procura e di aver inviato una missiva “alla procura della Repubblica, al presidente della Regione Nello Musumeci, che è anche commissario regionale per l’emergenza rifiuti in Sicilia, all’assessore regionale all’Ambiente e alla procura della Corte dei conti. Nella lettera il sindaco ritiene che “l’emergenza deve essere affrontata con strumenti emergenziali, che pertanto richiede”.

Dall’altro lato c’è il presidente della Regione, Nello Musumeci, che respinge al mittente accuse e sospetti: “Le dichiarazioni del sindaco di Palermo appaiono inspiegabili nei toni e nei contenuti. La recente condotta della Rap è oggetto di una attenta valutazione da parte degli uffici della Regione, senza alcun pregiudizio. Le strutture regionali sono state collaborative e continueranno a esserlo”.

“L’unico nostro interesse è far rispettare il cronoprogramma concordato e riuscire ad assicurare, finalmente, ai cittadini un servizio efficiente e adeguato – dichiara il governatore – Maggiormente avvertito in una città che si colloca da anni agli ultimi posti nell’Isola per la raccolta differenziata. Tutto il resto appare inutile polemica, che spero lasci il posto a un confronto sereno sulle cose da fare fra le due amministrazioni”. 

Insomma, è il solito “gioco” del rimpallo delle responsabilità. Tutti sono vittime di qualcuno o di qualcosa. Intanto questa città continua a dare contemporaneamente il meglio e il peggio di sé. Bella e malaticcia. I cittadini continuano a chiedere risposte concrete e visibili. Qualcuno faccia qualcosa perché questa città ne ha maledettamente bisogno.