Erano in molti a sospettarlo. E, ormai, pare che il presunto sospetto possa dirsi certezza. Berlusconi è tornato al centro delle cronache. Di quelle politiche e di quelle giudiziarie. Dopo il passo indietro che ha permesso a Salvini di ‘sposare’ Di Maio (anche se di queste nozze ancora non si è vista l’ombra), dopo la sentenza di riabilitazione che ha fatto festeggiare tutti, a Palazzo Grazioli, la magistratura torna a mirare ad Arcore. Proprio ora che il Cavaliere (possiamo anche omettere ex in questi giorni) stava tirando un sospiro di sollievo.

L’affare è l’inflazionatissimo Ruby Ter, l’accusa è sempre la stessa. Il ‘re’ di Forza Italia avrebbe corrotto le stracitate olgettine che avrebbero testimoniato al processo Ruby. Con le udienze di oggi, a Roma e a Torino, il puzzle acquista numerosi tasselli mancanti. Questa volta, in ballo non ci sono solo le celebri olgettine, ma anche il cantante Mariano Apicella, classe ’62, napoletano, noto per aver arrangiato le canzoni del Silvio nazionale. Insomma, Berlusconi – per il gup di Roma – avrebbe corrotto Apicella per convincerlo a mentire in relazione al Ruby Ter. E non è l’unico rinvio a giudizio di oggi. Ma ad Arcore, pare che non si preoccupino troppo, del resto ai processi ci sono abituati.

Tutte le propaggini di Ruby Ter: Berlusconi, le Olgettine e Mariano Apicella

Entriamo più nel merito. Il procedimento romano è una delle propaggini di un’indagine condotta dalla Procura di Milano, passata tra le mani del gup Marchiondelli. Ѐ il 29 aprile 2016. E questo è solo il primo atto. Gli atti su Berlusconi e le sue ormai mitologiche Olgettine non restano, infatti, a Milano. Laura Marchiondelli ritiene di inviarli, oltre che a Roma, anche a Torino, a Pescara, a Treviso, a Monza, a Siena. Le ragioni, è chiaro, sono di competenza territoriale. E, oggi, Torino ha parlato insieme a Roma.

All’ombra della Mole, infatti, la Procura chiede il rinvio a giudizio dell’ex Cavaliere per aver corrotto quella Roberta Bonasia che si era attirata l’invidia delle altre Olgettine. Secondo il racconto delle ragazze, infatti, la Bonasia sarebbe stata – almeno per un periodo – tra le compagnie predilette da Berlusconi. Anche lei, peraltro, rientra a pieno titolo nello scandalo a luci rosse di Arcore. Tra le accuse a suo carico, ci sono anche i reati di calunnia, falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. E se a Torino spetta fare luce sui suoi bonifici (probabilmente i più pesanti tra quelli delle altre Olgettine) inviati alla Bonasia, Roma indagherà sul caso Apicella, il ramo più creativo del Ruby Ter potremmo dire. Il cantante napoletano avrebbe infatti partecipato a numerose feste tenute ad Arcore. Per intenderci, Apicella è quello che dichiarava – ai giudici – di non aver mai visto Berlusconiallungare le mani‘. Ad ogni modo, il compenso registrato (illecito, chiaramente) è di 187mila euro. Certo, in verità, sono molti di più rispetto agli 80mila destinati alla Bonasia. Difficile credere che Roberta fosse esattamente quella prediletta.