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Pd, Martina eletto segretario: “Vi chiedo una mano”

di Redazione

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Pd, Martina eletto segretario: “Vi chiedo una mano”

| sabato 07 Luglio 2018 - 17:04
Pd, Martina eletto segretario: “Vi chiedo una mano”

Maurizio Martina è stato eletto segretario dall’assemblea del Partito democratico con sette voti contrari e tredici astenuti. “Da oggi si parte, con la consapevolezza che non ci sono scorciatoie. Non si può risolvere quello che è accaduto con una gazebata. È il nostro strumento di mobilitazione e la difendo – dichiara Martina – Ma proprio perché voglio un popolo alle primarie, rivendico con convinzione il fatto che di fronte a quel che è accaduto non ce la caviamo solo così. Dobbiamo costruire un vero percorso di mobilitazione e coinvolgimento. Vi chiedo una mano“.

Il neo segretario traccia la sua linea programmatica: “Partiamo con la convinzione di essere un’energia positiva per il Paese. Solo la forza di un collettivo, di tanti, può generare una nuova stagione”, aggiunge Martina che dà appuntamento alle prime iniziative da segretario sui territori, che si terranno a Torino, Pomigliano e Taranto. “Grazie a Paolo Gentiloni per quello che ha fatto in questi mesi e nell’ultimo anno, grazie ai ministri che hanno condotto il Paese in un momento molto delicato. Solo un collettivo può determinare una nuova fase”, conclude Martina.

Assemblea Pd, il discorso fiume di Renzi 

Ma è stata anche la giornata di Matteo Renzi, protagonista di un intervento fiume: “Ripartenza non può essere ricostruire un simil Pds o una simil Unione. Se qualcuno pensa che sia la nostalgia la chiave non coglie la novità. Noi l’egemonia l’abbiamo avuta per tre o quattro anni – dichiara l’ex segretario – L’abbiamo persa e l’atto delle dimissioni ha questo significato di riconoscere la sconfitta”, prosegue Renzi. L’ex premier replica così a chi lo acclama: “Abbassiamo tutti i toni delle tifoserie. So che non sono l’unico responsabile ma in politica si fa così: paga uno per tutti”.

Secondo Renzi, si è perso per “i toni e i tempi della campagna elettorale”. “Non è l’algida sobrietà che fa sognare un popolo, devi dare un orizzonte forte al Paese. Ma anche per la mancanza di leadership: non c’è comunità che non esprima un leader, perché in politica la comunicazione è essenziale. Inoltre non abbiamo dettato l’agenda: sullo ius soli dovevamo decidere, o si metteva la fiducia a giugno o si smetteva di parlarne. Io l’avrei fatto perché fondamentale. Smettiamola di considerare nemici quelli accanto a noi – continua – Ci rivedremo al congresso, riperderete il congresso e il giorno dopo tornerete ad attaccare chi ha vinto. Adoro stare sui contenuti e ragionare, per chi è in grado di ragionare mica per tutti…Vi suggerisco di non cadere nelle provocazioni“.

“Avevamo alternative? L’accordo con M5S. Ho combattuto come un leone per oppormi perché chi vince le elezioni deve governare, e hanno vinto M5S e Lega. Se avessimo fatto coalizione con M5S o con il centrodestra avremmo mandato all’opposizione i vincitori delle elezioni e sarebbe stata una ferita per il Paese – spiega Renzi – Avrebbero detto che nessuno rispetta la democrazia. Se avessero vinto quelli che dicevano accordo M5S-Pd avremmo avuto una profonda ferita costituzionale – afferma – rispetto chi dice che il M5S è la nuova sinistra, sono cantanti, intellettuali, ma io trovo che sia la vecchia destra. Non potremo mai perdonarli di aver trasformato la lotta politica in Italia in una rissa. Avete inquinato le falde della democrazia. C’è una componente di centrosinistra nel M5S? Possono prendere il bus e pagare i contributi alle colf, ma restano una corrente della Lega”.

Zingaretti critico con Renzi

“A me quello che più mi ha colpito dell’intervento di Matteo e un po’ anche mi è dispiaciuto è che alla fine non si predispone mai all’ascolto degli altri, delle ragioni degli altri. Per un leader è un grandissimo limite”. Così Nicola Zingaretti ha commentato con i giornalisti il discorso di Matteo Renzi all’assemblea Pd. “Il Pd si muove. Con fatica, ma finalmente si muove. Al bando ora ogni conservatorismo o nostalgia del passato con ricette che hanno fallito. Dobbiamo guardare avanti. Quando ci riusciamo il Pd vince, insieme a tanti altri, anche ora”, scrive poi sul suo profilo Facebook Nicola Zingaretti.

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