Nave Vos Thalassa

Scatta per la prima volta il blocco del Viminale per una nave italiana con a bordo un carico di migranti. Il ministero dell’Interno, infatti, non intende consentire l’attracco nei porti italiani alla Vos Thalassa, che ha tratto in salvo 66 persone al largo delle coste della Libia.  I migranti sono stati poi trasferiti sulla nave Diciotti della guardia costiera ma la posizione “del ministero non cambia”. La Vos Thalassa batte bandiera italiana e garantisce la sorveglianza di una piattaforma Total nel Mediterraneo.

A metà giugno la Vos Thalassa, che appartiene a una compagnia privata, era già stata protagonista del salvataggio di 212 migranti, che vennero poi affidati all’unità militare italiana Diciotti. Per il Viminale “ha anticipato l’intervento della guardia costiera libica già allertata”. 

“La nave Diciotti è in arrivo in Italia entro 10-15 ore”, ha poi fatto sapere il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, precisando che “ci saranno dei fermi e degli arresti a carico di chi ha minacciato di morte i membri dell’equipaggio”. Ancora non si conosce il porto nel quale avverrà lo sbarco.

Il procuratore di Torino contro Salvini

Nessuno può vietare a un barcone di attraccare. La convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento”. Lo ha detto il magistrato Armando Spataro, procuratore capo a Torino, durante l’incontro sulle nuove linee guida dell’ufficio in materia di reati di odio razziale. “Ragionando per assurdo, se un barcone arrivasse a Torino e qualcuno impedisse a chi sta sopra di scendere, avvierei accertamenti”, spiega.

“Forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aggiungendo che “chiudere i porti non è un diritto ma un dovere. Se poi qualche magistrato la pensa diversamente, si candidi alle prossime elezioni”. 

La ricostruzione dei fatti 

La Guardia costiera dà la sua versione dei fatti. Il comandante della Vos Thalassa, ieri sera, aveva segnalato una situazione di “grave pericolo” per l’equipaggio minacciato da alcuni migranti soccorsi all’arrivo in zona di una motovedetta libica. “Stiamo ragionando. Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge appena sbarca in Italia finisce in galera e non in un centro di accoglienza”, fa sapere Salvini. 

I migranti “facinorosi” sono un ghanese ed un sudanese, si apprende dal Viminale. A bordo della nave si trovano principalmente pakistani (27), sudanesi (12) e libici (10). Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha dichiarato: “Salvini è anche leader politico e quindi usa un linguaggio da leader politico, il ministro degli Esteri non ha una forza politica e usa un linguaggio di tipo più istituzionale, ma non vedo differenze tra noi”.

“In tutta franchezza – ha detto – non credo ci siano divergenze di posizione in seno al governo. Mi confronto quotidianamente con i colleghi. Sulla migrazione c’è un contatto quotidiano tra il ministro degli Esteri e ministro degli Interni“. Intanto la Difesa dichiara: “Non c’è nessun caso Trenta-Salvini, il governo rema unito e compatto verso la stessa direzione”. 

Per tentare di ricomporre la vicenda, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi un vertice sul dossier migratorio alla presenza dei ministri dell’Interno, Matteo Salvini, della Difesa, Elisabetta Trenta.