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Strage di Bologna, Mattarella: “Restano zone d’ombra”

di Rosanna Pasta

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Strage di Bologna, Mattarella: “Restano zone d’ombra”

| giovedì 02 Agosto 2018 - 10:28
Strage di Bologna, Mattarella: “Restano zone d’ombra”

In occasione del 38esimo anniversario della strage di Bologna, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda l’attacco del 2 agosto 1980. In quell’occasione, afferma il Capo dello Stato, “Bologna e l’Italia seppero reagire, mostrando anzitutto quei principi di solidarietà radicati nella nostra storia”. E aggiunge: “Le inchieste hanno individuato gli esecutori, delineato la matrice neofascista dell’attacco. Ma le sentenze hanno scoperto anche complicità e gravissimi depistaggi. Restano ancora zone d’ombra da illuminare“.

Conte: “Dobbiamo la verità alle vittime e ai familiari”

La ricerca della verità sulla strage di Bologna è anche al centro del messaggio del premier Giuseppe Conte. “Bologna, #2agosto 1980 – scrive in un tweet- . Il pensiero va alle 85 vittime della strage di 38 anni fa e ai familiari che attendono ancora risposte. Saremo sempre al loro fianco nella ricerca della verità. Lo dobbiamo a loro e a noi tutti”. 

Bonafede: “La verità è un obbligo morale”

Anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, interviene in memoria della strage. “C’è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida – spiega il ministro nell’incontro con i familiari delle vittime -: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospetti. Questo è l’unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari”.

Bonafede continua poi onorando la fede dei familiari delle vittime della strage ad uno Stato rimasto in silenzio per 38 anni. “C’è uno Stato che per 38 anni è rimasto in silenzio – continua il ministro -, negligente e non ha voluto fare luce su verità inconfessabili su cui bisogna accendere un faro. Per me è incredibile che, dopo che lo Stato si è dimostrato negligente per 38 anni, i familiari dimostrino ancora una volta una lezione di civiltà che la politica non ha mai dato e dimostrano di credere nello Stato. Mi onora e sento la responsabilità di essere qui parlare con voi”.

“Non saranno le parole che pronuncio adesso a rassicurarvi – conclude il ministro Bonafede -, di parole ne avete ascoltate tante. Voglio e pretendo da me stesso in quanto rappresentante dal Governo che siano i fatti a dimostrare l’impegno dello Stato, vicino a voi nella ricerca della verità e nelle richieste portate avanti su cui avremo modo confrontarci assiduamente nelle prossime settimane”. Dall’aula è partito un applauso. Lo scorso anno invece si era svuotata per protesta al momento dell’intervento del ministro Galletti.

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