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“Due anni per far partire l’infrastruttura è intollerabile e non succederà: per farlo dovranno passare sulla mia faccia, sul mio corpo e su questa Regione”. Parola di  Giovanni Toti. Se il governo “pensa in un rigurgito di centralismo” di “imporre a Genova qualche ritardo pur di conquistare altri obbiettivi” oppure di “dettare l’agenda alle istituzioni locali”, il governatore della Regione avverte che l’esecutivo si dovrà scontrare con lui.

Il governatore della Regione ha quindi sottolineato: “Voglio vedere le persone al lavoro su quel ponte nel giro di un mese per la demolizione e di poco più per la ricostruzione. Se questo accade con un’idea del governo sono pronto ad appoggiare qualsiasi idea del governo purché questa idea non comporti contenziosi giudiziari, sequestri, ricorsi e tutto quello che può ritardare anche solo di un’ora la partenza di quel cantiere. Se le battaglie politiche nazionali legittime o non legittime, e non entro nel merito, dovessero ritardare anche di soli cinque minuti l’apertura di quel cantiere mi vedrebbero ferocemente contrario”.

Sindaco Bucci: “Via alla demolizione da fine mese”

“Se ci danno tutte le autorizzazioni, a fine mese o nella prima settimana di ottobre può cominciare la demolizione. Questo almeno secondo le informazioni che ho”. Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, parlando dei lavori di abbattimento dei due monconi di Ponte Morandi rimasti in piedi. “Ci aspettiamo che mercoledì, giovedì o venerdì arrivi la società Autostrade per discutere il progetto di demolizione”, ha precisato il primo cittadino di Genova.