Il cda della Rai ha dato l’ok a maggioranza alla nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. Determinanti i voti favorevoli, quelli dell’ad Fabrizio Salini e dei consiglieri Beatrice Coletti (eletta in quota M5S), Igor De Biasio (Lega), Gianpaolo Rossi (Fdi). Rita Borioni (eletta in quota Pd) ha votato contro, mentre Riccardo Laganà, il consigliere eletto dai dipendenti della tv pubblica, si è astenuto. Il primo di agosto la nomina di Foa non ottenne la necessaria maggioranza di due terzi (27 voti su 40 componenti) dalla Commissione di Vigilanza Rai. 

Il cda, anche a seguito dell’atto di indirizzo della commissione di Vigilanza Rai – spiega una nota ufficiale di Viale Mazzini – ha proceduto alla nomina di Marcello Foa come presidente del cda. Il consiglio – conferma la nota della Rai – ha eletto a maggioranza il presidente con il voto contrario del consigliere Rita Borioni e l’astensione del consigliere Riccardo Laganà. Foa ha lasciato la sala del consiglio al momento della votazione. La nomina per divenire efficace – ricorda in conclusione il comunicato – dovrà essere confermata con il voto a maggioranza qualificata dei due terzi da parte della commissione parlamentare di Vigilanza.

Foa presidente della Rai, arriva l’ok del cda 

“Io non temo niente, penso che sia una persona che insieme ad altre potrà fare tanto per il servizio pubblico“, ha commentato il vicepremier Matteo Salvini a proposito di un possibile nuovo “no” della commissione di Vigilanza sulla nomina di Foa. “Sono contento” della scelta del cda, ha detto, “e non vedo l’ora che tutti lavorino al 100%. Presentiamo persone di spessore, non amici degli amici. La Rai deve tornare a correre”. 

 “Marcello Foa è il candidato ufficiale del centrodestra per la presidenza della Rai. Aspettiamo con ansia di capire se il M5S avrà il coraggio di votare un nome, già bocciato dalla Vigilanza e che – per giunta – nasce da un patto di ferro tra Berlusconi e Salvini”, ha quindi affermato il componente della commissione di Vigilanza Rai, senatore Salvatore Margiotta. “Non sfugge a nessuno infatti che Foa rappresenta una parte della trattativa, tutta interna al centrodestra, per il rilancio della coalizione in vista delle elezioni regionali, comprese quelle nella mia Basilicata. L’autolesionismo di Di Maio – prosegue – non ha più limiti. In 100 giorni è riuscito a perdere la leadership della coalizione di governo e ora sarà costretto a ingoiare questo boccone amarissimo. Sia chiaro a tutti che votando Foa i pentastellati certificheranno la loro subalternità non soltanto alla Lega ma a tutto il centrodestra”.