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L’euro continua a zoppicare dopo le comunicazioni del Governo italiano sul Def. Se infatti tra Btp decennali e Bund vola oltre i 300 punti, per la quinta seduta consecutiva la moneta unica ha perso nei confronti del dollaro toccando quota 1,15. E secondo l’agenzia Bloomberg la motivazione risiederebbe nelle parole pronunciate dal presidente della Commissione bilancio della Camera, Claudio Borghi, secondo il quale “l’Italia, con una sua moneta, sarebbe in grado di risolvere i propri problemi”.

“L’uscita dell’Italia dall’euro non è nel contratto di governo. Io sono convinto che l’Italia starebbe meglio con la sua moneta però la cosa non è nel contratto di governo”, ha poi precisato Borghi su Twitter. “Il fatto che l’euro crolla per le dichiarazioni di Borghi dovrebbe far capire anche ai più addormentati la presa in giro della moneta forte che tutela dalle speculazioni”.

Manovra, lo spread vola e Conte rassicura sull’euro

Sul punto è poi intervenuto anche il premier Conte: “L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea e dell’Unione monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del governo che presiedo”.

Da parte sua il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, rincara la dose: “Tutto il caos dei mercati nasce dal reddito di cittadinanza che ancora non si sa cosa sia. Le varie ipotesi di flat tax e quota cento sono state studiate con diverse declinazioni, invece l’elemento che manca di capire è in cosa consiste il reddito di cittadinanza: la platea e quale sarà il meccanismo”. 

Stiamo mettendo a punto il Def per mandarlo mercoledì alle Camere. Qualcuno spera che il governo torni indietro sulla manovra ma noi non arretreremo di un millimetro e se ce ne sarà bisogno la spiegheremo nelle piazze. Questo governo è compatto, da quel 2,4% non si torna indietro”, ha affermato il vicepremier Di Maio in onda su Rtl 102,5. Lo stesso leader grillino ha poi chiarito la propria posizione sull’euro. 

Di Maio spegne le polemiche su Bruxelles

In Europa non c’è nessun complotto, gli attuali componenti della Commissione Ue sono parte di partiti politici e che Macron, Merkel, Renzi e Gentiloni sperino che questo governo cada è una cosa assodata – ha detto – Il tema è che non devono fare colpi bassi con queste dichiarazioni che, guarda caso, arrivano dopo che hanno realizzato che lo spread non stava salendo. Noi non vogliamo uscire dall’Europa e dall’euro”.

Secondo Di Maio, “l’obiettivo di raggiungere un Pil del 2% nel 2019 è alla nostra portata“. “Saranno tre i miliardi di risparmio sull’Ires per tutte le aziende che assumono a tempo indeterminato”. “Il Ragioniere generale dello Stato deve preparare la Nadef sulla base di input politici. In queste ore ci stiamo rileggendo tutto quello che è stato scritto perché deve essere in linea con il contratto di governo. Prima si affidava solo ai tecnici la redazione di queste misure, ma ogni cosa va passata al vaglio”, ha concluso il vicepremier. 

Intanto il rendimento del Btp ha toccato il 3,43%. Per trovare un rendimento così alto occorre andare alla primavera del 2014. Martedì il differenziale tra i due titoli aveva aperto a 272 punti e chiuso a 282 punti.